Ancora un episodio di treno che salta la stazione nella giornata di ieri. Nessun pericolo, ovviamente, ma forti disagi per i viaggiatori.

L'ultimo accadimento è avvenuto ieri mattina alle 7,50 alla stazione di Bressana Bottarone dove c’erano un centinaio di pendolari in attesa del Regionale Veloce 3983 che parte da Asti alle 6,45 e arriva a Milano Centrale alle 8,37. 

Secondo quanto raccontato da Il Giorno di Pavia, il treno, arrivato a Bressana Bottarone, si è fermato ben oltre alla stazione, in curva. Poi è ripartito, senza far salire o scendere i passeggeri. 

I pendolari hanno dovuto attendere un altro regionale da Voghera per Milano Certosa con un ritardo per loro in arrivo nel capoluogo di 30-40 minuti. Secondo il quotidiano, la beffa consisterebbe nel fatto che i vari siti istituzionali riportano anche come effettuata la fermata di Bressana.

«La situazione ha assunto dimensioni grottesche perché non c’è stata nessuna comunicazione» dicono i pendolari. Ma ci saranno conseguenze per il macchinista distratto? Potevano esserci rischi maggiori? Tutti quesiti che si pongono i viaggiatori ai quali secondo Il Giornale manca una risposta ufficiale.

Trenord si sarebbe affrettata a ribadire che non è un loro treno. Trenitalia Lombardia avrebbe rimbalzato sul Piemonte: «Il treno parte da Asti e quindi bisogna chiedere a Torino» è stato precisato. Ma Torino non avrebbe risposto.

In realtà, come sappiamo, rischi non ce ne sono e non ce ne potrebbero essere. Riassumendo con parole poco tecniche anche per i non esperti, con la versione del Regolamento Segnali precedente all'introduzione dell'SCMT (Sistema Controllo Marcia Treno), essendo prevista la fermata del treno, il macchinista avrebbe trovato il segnale di protezione della stazione giallo e quello di partenza rosso.
In questo caso, anche se distratto, si sarebbe fermato comunque. Con l'introduzione dell'SCMT il macchinista ha trovato entrambi i segnali disposti a via libera quindi l'unico mezzo che lo avrebbe dovuto indurre alla fermata era la scheda treno.

Ha commesso un errore, questo è indubbio, ma chi è che non sbaglia mai sul proprio lavoro? Del resto le nuove tecnologie servono proprio a questo, a rendere innocue distrazioni che inevitabilmente possono accadere anche con anni di esperienza sulle spalle.

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