Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! La rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - La proposta di "salvare" la E.402.005

Lo sappiamo bene, l'appetito vien mangiando e le locomotive più o meno storiche da preservare... non bastano mai all'appassionato, che le vorrebbe vedere tutte in servizio.

Dopo l'annuncio della volontà di preservare una Tartaruga R (con tanto di discussione sulla scelta della livrea...) si fa avanti una nuova, auspicabile, locomotiva da salvare dal buio dell'oblio: è la - a parer nostro splendida - E.402.005.

La locomotiva, uno dei cinque prototipi di fine anni '80 prodotti dalle Officine Reggiane, è la capostipite del fortunato filone E.402, che vedrà gli esemplari delle sottoserie A  e B ricoprire un ruolo fondamentale nel trasporto rapido italiano fino ai giorni nostri. 

Una pietra miliare nella flotta FS, impreziosita dal fatto che si tratta dell'ultima locomotiva prodotta negli stabilimento di Reggio Emilia. 

A lanciare la proposta sono stati Davide Ruozzi e Alberto Sgarbi del Safre, associazione che si occupa dello studio dei mezzi d'epoca e delle ferrovie storiche. 

Il mezzo adesso si trova alle OGR di Foligno in discrete condizioni: sappiamo che i soldi della Fondazione non son illimitati, ma ci preme sottolineare che anche le locomotive moderne hanno fatto la storia delle FS, tanto quanto le vetuste locomotive a vapore o gli inossidabili E.636, giusto per citare uno dei tanti mezzi preservati.

Per il momento, sarebbe già un buon risultato non farla demolire e attendere di trovare i fondi necessari al restauro: mandarla al macero significherebbe cancellare, per sempre, un pezzo di cultura ferroviaria italiana.

FLOP - Incuria FSE

Non possiamo aspettarci sensibilità per il patrimonio da chi decide di depredare un convoglio ferroviario, seppur accantonato. Quanto successo a Novoli nei giorni scorsi però non può che far indignare tutti gli appassionati di ferrovie e non solo. 

Come ha denunciato pubblicamente il deputato del M5S, Diego De Lorenzis (anche vicepresidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati) i mezzi depredati hanno “rilevanza storica” e sono “tutelati dalla Soprintendenza e destinati a essere riqualificati in chiave turistica. Nel momento in cui – prosegue - il Parlamento riconosce il ruolo delle associazioni museali nella legge per il turismo ferroviario, è inaccettabile assistere a queste vicende".

Ormai però è tardi: già il futuro di quei mezzi FSE era incerto prima del saccheggio, adesso purtroppo fosche nubi si addensano all'orizzonte dei treni storici in Puglia. 

Non abbiamo la ricetta per evitare questi scempi: è impensabile che tutti gli scali italiani siano presenziati 24 ore su 24.

Rimane però l'amaro in bocca per una perdita importante per migliaia di appassionati che, probabilmente, rimarrà impunita.

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