Negli scorso mesi, Trenitalia ha mandato in giro per l'Italia i mock-up di Pop e Rock, i nuovi treni regionali.

I mock-up, riproduzioni piuttosto fedeli del treno vero, sono comodi per mostrare ai non addetti ai lavori i nuovi convogli ma hanno, ovviamente, anche qualche difetto intrinseco. Per prima cosa, come detto, sono piuttosto simili agli esemplari definitivi, ma non identici, ma soprattutto, per ragioni di spazio, tendono a mostrare solo una parte del convoglio, non lasciandolo apprezzare nella sua interezza.

L'esposizione a Innotrans 2018 dei due convogli ha però permesso di vedere i due treni dal vivo e praticamente completi in tutte le loro sfaccettature, incluse le cabine di guida.

L'occasione è stata sfruttata dal nostro amico e collaboratore, Alex Weber, per riprendere i due treni nella loro completezza, rendendo noto come essi si presentano sia internamente che nella zona di comando e permettendo di fare alcuni confronti.

Iniziamo proprio dalle cabine di guida vedendo sempre a sinistra il Pop di Alstom e a destra il Rock di Hitachi. Entrambe prevedono ovviamente il posto per un solo macchinista al centro e si caratterizzano per la importante strumentazione. Quella del Rock, probabilmente per la forma del frontale, sembra più avveniristica e ricorda, se ce lo passate, quella di qualche navicella spaziale vista in qualche film di fantascienza.

 

In realtà, come mostrano le fotografie di seguito, la strumentazione è ovviamente molto simile e in entrambi i casi all'avanguardia.

Quello che risalta immediatamente è però l'enorme passo avanti fatto anche dal punto di vista ergonomico non soltanto per la comodità del personale di macchina ma anche per la possibilità a esso concessa di operare tempestivamente sui comandi.

 

Gli interni al servizio dei viaggiatori sono in entrambi i casi molto spaziosi, anche se il Rock risente, ovviamente, del fatto di essere a doppio piano.

Una razionalizzazione molto ben riuscita dei vari settori riesce però a ovviare al problema, come si vede dalle immagini sottostanti.

 

Qualcosa che continua a non convincerci del tutto sul Rock stesso sono le maniglie "piene" che ipotizziamo possano rendere non facilissima la presa, soprattutto "al volo".

Le porte di accesso al convoglio hanno invece una logica completamente opposta nei due treni.
Il Pop ha le classiche due ante con pulsante in mezzo mentre il Rock si caratterizza per la grossa anta unica con apertura sul montante laterale. In linea di massima sono entrambe soluzioni valide. Da utilizzatori ci poniamo qualche domanda sulla facilità di apertura della porta singola qualora la stessa fosse mal funzionante, poiché potrebbe non essere particolarmente leggera né maneggevole.

 

Soluzioni simili pur con spazi diversi anche per il trasporto delle bici. In questo caso è interessante notare come entrambi i convogli prevedano il punto di ricarica per le bici elettriche, offrendo una possibilità in più a coloro che ne fanno uso.

 

La diversa disponibilità di spazio in altezza del Rock limita la presenza dei monitor per le informazioni di bordo su questo treno, mentre ovviamente essi abbondano sul Pop. 

Entrambi i convogli contemplano comunque la sorveglianza delle aree e la presenza del Wi-Fi a bordo.

 

Relativamente a queste ultime dotazioni ci viene spontanea una considerazione. Agli inizi del nuovo millennio esse erano la novità e qualcosa di cui sembrava non si potesse fare più a meno, un po' come le biglietterie automatiche che miravano a rivoluzionare il trasporto garantendo a tutti di comprare un tagliando anche all'ultimo minuto.

Oggi, la situazione è paradossalmente cambiata e forse questi comfort stanno diventando se non superflui quantomeno ridondanti.
Sempre meglio che ci siano, sia chiaro. Ma oggi la più banale delle App, basandosi sul GPS permette non solo di sapere dove ci si trova ma anche di mandare un avviso sonoro o tramite vibrazione quando si è nei pressi della stazione di discesa. Quanto al Wi-Fi, i contratti con le compagnie telefoniche prevedono ormai anche 50 GB da utilizzare al mese con una stabilità del segnale che è almeno uguale se non superiore a quella garantita a bordo treno. Quanto agli avvisi su coincidenze, meteo alla destinazione e news, nulla che non si possa trasferire sullo smartphone personale.

Siamo, insomma, in presenza di uno di quei casi in cui la tecnologia è andata così avanti da diventare personale più che collettiva. L'aspetto negativo, qualora si decidesse di percorrere quella strada, è che chi non si adegua rischia di essere tagliato fuori. Quello positivo è che si potrebbe ricavare spazio utile all'interno dei convogli da utilizzare per altre necessità.

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