La visita del giorno prima a Salisburgo ci ha lasciato piuttosto stanchi anche se soddisfatti, per cui il giorno dopo decidiamo di dedicarci ai treni lungo la Tauernbahn.

Sembra facile, ma così non è visto che la linea nella sua tratta più spettacolare si arrampica sul costone della montagna e nella parte bassa è costellata di barriere antirumore. Decidiamo comunque di iniziare la nostra sequenza di scatti e riprese da Dorfgastein nei pressi di un bel pratone in perfetta luce la mattina.

Non passa molto, ad essere onesti, ma la mattinata viene impreziosita dal RailJet in livrea 175 anni di ferrovie in Austria che “stacca” nel bel verde delle montagne.
Poco dopo decidiamo di spostarci a vedere il vecchio e famoso ponte in muratura a Bad Hofgastein ma non possiamo che osservare quello che ne resta. Il manufatto è infatti stato sostituito da un nuovo ponte in cemento, molto meno sobrio ed elegante. Quello che ci lascia perplessi è che non si è deciso né di tenere in opera entrambi i ponti per garantire il doppio binario né di costruire un nuovo ponte a doppia via. Una scelta che facciamo fatica a comprendere visto che la linea è solo in parte raddoppiata.

Appurato che in quel punto si fa poco e che gli altri posti in luce al mattino non sono eccezionali, oltrepassiamo la valle verso nord e costeggiando la linea per Salisburgo ci fermiamo nel prato di Mitterberghütten. Di treni ne passano diversi ma anche qui non possiamo non constatare come il traffico merci non sia particolarmente intenso e anzi lasci abbastanza a desiderare se confrontato con quello di qualche anno fa.

Ci accontentiamo, si fa per dire, di regionali, Intercity e anche un bell’Eurocity con carrozza panoramica svizzera e una vettura NightJet che si palesano davanti a noi in rapida successione.

Visto che nel frattempo la luce è girata torniamo nella nostra valle e ci spostiamo a scattare poco a nord di Dorfgastein e la nostra perseveranza viene premiata dai numerosi merci che scendono a sud e dal passaggio persino di un convoglio diagnostico.

Complice anche le montagne che ci circondano, il sole scende velocemente e le ultime foto le facciamo lungo un prato ancora più a nord di Dorfgastein, dove però, purtroppo, troviamo ancora barriere antirumore sullo sfondo. Una vera persecuzione ma almeno sono più discrete di quelle usate in Italia, visto che sono più basse e di un marrone poco appariscente, soprattutto in un contesto montano.

La giornata finisce con un buon bottino e con la speranza di riempire ancora un po’ il forziere nei giorni successivi, magari in posti diversi.

L’indomani mattina la giornata è splendida e sembra fatta apposta per andare per qualche sentiero. Se state pensando che il racconto diventi noioso siete lontani anni luce. Decidiamo infatti di percorrere la via che corre lungo la costa opposta a quella dove viaggiano i treni, con una passeggiata che unisce la bellezza dei boschi a una visuale inedita e spettacolare sulla strada ferrata.

Il sentiero chiamato Gasteiner Höhehenweg è per tutti i polmoni e si percorre con grande facilità, visto che non è particolarmente ripido, per quanto lungo. Da Bad Hofgastein si volge verso sud avendo sempre alla propria destra il punto di riferimento del ponte ferroviario, anche se, da questo lato, il nuovo copre per gran parte il vecchio.

Ci rendiamo conto che l’argomento non sia particolarmente elegante, tuttavia, tra le particolarità di questo sentiero c’è anche la presenza piuttosto frequente di bagni con finestrella lato ferrovia per cui si possono vedere i transiti dei treni anche mentre si è in altre faccende affaccendati…

 

Tornando all’argomento precedente, il percorso montano attraversa dopo alcuni chilometri quattro tunnel molto appariscenti sia per la roccia scavata che assume venature dai colori meravigliosi, sia per il sistema di illuminazione interno che si attiva con dei sensori.

La passeggiata è rilassante e mai banale ma il meteo minaccia pioggia per cui, visti i tunnel, decidiamo di tornare in albergo per un po’ di riposo, visto che nel pomeriggio andremo a vedere Bad Gastein.

 

Potevamo raggiungerla proseguendo per il sentiero stesso ma la stanchezza ha avuto la meglio sulla nostra voglia e quindi decidiamo di recarci in auto. La distanza non è molta e il tempo per arrivare è di una decina di minuti.

Il paese è anche detto “villaggio dei grattacieli” per via di una curiosa circostanza. Esso si compone infatti di un centro molto elegante con le sue stradine piccole e ripide, originate da una cascata. Intorno a queste viuzze sono sorte nel tempo case a più piani che donano a Bad Gastein l'apparenza di una città.

Da vedere, in realtà, c’è poco, la cascata, ovviamente, ma anche la chiesa in stile gotico. Una curiosità è il viale proprio a ridosso della piazza principale che è adornato con le fotografie storiche del paese che ritraggono numerosi personaggi famosi che sono venuti qui per le vacanze estive o invernali, come Billy Wilder, Arturo Toscanini o Tyron Power.

 

Dalla piazza più frequentata della città, complice una giornata che si è pulita, decidiamo quindi di salire sulla montagna adiacente con la nuova cabinovia dello Stubnerkogel.

Da qui raggiungiamo il ponte sospeso di ben 140 metri di lunghezza che oscilla sospinto dal vento. Da questo che è il più alto d'Europa, a 2.300 metri di quota, si gode di una vista meravigliosa e proprio di fronte si può vedere la piattaforma panoramica "Glocknerblick", realizzata principalmente in acciaio e legno che offre ai visitatori che si spingono fin quassù una vista fantastica sulla vetta più alta dell'Austria, il Grossglockner, di 3.798 metri.

In teoria ci sarebbe anche il "Felsenweg", un percorso ad anello che attraversa tratti di roccia frastagliata e conduce ad un altro punto panoramico da brivido ma noi ce la risparmiamo volentieri perché solo una griglia metallica separa gli avventurosi conquistatori di vette dal precipizio alto 30 metri.

La notte arriva in fretta in montagna anche se siamo in piena estate, per cui andiamo a gustarci la nostra cena e a fare due passi per il paese prima di riprendere le forze con una buona dormita.

Il giorno seguente decidiamo di dedicarci unicamente al relax. Se c’è una cosa che non manca in queste splendide zone sono le terme e le SPA e quindi decidiamo di testarne una, complice anche una giornata meravigliosa, calda e soleggiata.
Di buon mattino ci rechiamo quindi alle Alpentherme Gastein e visto che tutto sommato siamo anche in vacanza, optiamo per un soggiorno piuttosto prolungato, complici anche prezzi non proprio popolari.

Va detto che un soggiorno alle Alpentherme significa pura distensione. Piscine di acqua calda o tiepida si alternano a idromassaggi che sbucano un po’ da ovunque e come se tutto questo non bastasse non mancano anche attrazioni sulla carta per bambini che però risultano frequentatissime dagli adulti. 
Su tutte, ovviamente, gli scivoli che ovviamente non possiamo astenerci anche noi dal provare! Il resto è sole, tranquillità, relax e un insolito silenzio nonostante l’alta presenza di ospiti.

 

Una pace completa, dunque, che ci accompagna anche nel pomeriggio quando decidiamo di andare a visitare il paese che finora ci ha ospitato e che abbiamo visto solo di sfuggita.

Bad Hofgastein è un piccolo paradiso dove la varietà non manca. Acque termali per le cure, il relax e il divertimento come quelle che abbiamo visitato noi sono solo una parte delle attività fruibili.
I meravigliosi hotel wellness dentro al paese sono basi ideali per gite in montagna, a piedi o in mountain bike. D’inverno c’è poi l’imbarazzo della scelta tra sci sulle piste, relax alle terme e visite ai mercatini di Natale.

Quella che non manca è anche la possibilità di fare shopping. Molti sono i negozi che affollano il centro cittadino e tra loro spiccano soprattutto quelli di abbigliamento tecnico che a noi piacciono parecchio.
Non mancano anche ristoranti e luoghi dove mangiare anche se va detto che il tenore di vita è qui piuttosto alto, cosa che inevitabilmente si riflette anche sull’offerta messa a disposizione dei vacanzieri.

La piccola cittadina diventa molto bella anche di notte, quando la vallata si spegne e rimangono solo le luci delle strade e dei negozi, mentre le vie si popolano di persone che si fermano nei locali a bere qualcosa o semplicemente chiacchierano sulle comode panchine poste lungo le vie.

 

La nostra penultima notte in Austria passa silenziosa come le precedenti e la mattina di buon’ora ci svegliamo presto per andare a visitare la Fortezza di Hohenwerfen, un castello che sorge a Werfen, sulle montagne a 40 km a sud di Salisburgo.

La fortezza è circondata dalle Alpi di Berchtesgaden e dai monti di Tennen ed è “gemella” dell'Hohensalzburg dominante proprio la città di Salisburgo della quale abbiamo parlato nella prima parte di questo racconto. 

La struttura venne costruita tra il 1075 ed il 1078, come un punto di controllo strategico posto su un promontorio naturale di 155 metri sulla valle del Salzach. 
Nei secoli successivi essa continuò a svolgere un ruolo di difesa per la città di Salisburgo e successivamente venne usata anche come prigione di stato guadagnandosi una reputazione sinistra a causa delle condizioni disumane riservate ai prigionieri.

 

Nel 1931 la fortezza venne pesantemente danneggiata da un incendio e largamente restaurata per poi essere venduta al Reichsgau di Salisburgo nel 1938. Si pensò di farne una prigione di massima sicurezza per ufficiali alleati ma poi gli si preferì il castello di Colditz. Dopo la seconda guerra mondiale, la fortezza venne usata come campo d'addestramento per la gendarmeria federale austriaca (polizia rurale) sino al 1987.

Oggi il castello è un museo aperto al pubblico e si può girare quasi completamente con viste guidate effettuate tutto il giorno. Tra le sue più importanti attrazioni si ricordano la ricca armeria, la stanza delle torture, la scuola di falconeria e la tipica taverna medioevale della fortezza, unica nel suo genere.

 

A determinate ore del giorno vengono anche effettuate dimostrazioni giornaliere con i falchi addestrati, a cui si può partecipare gratuitamente.

In alcune zone della fortezza vengono anche organizzate nostre temporanee. Nel periodo in cui l’abbiamo visitata noi ne era stata allestita una, molto interessante, sui marchingegni inventati da Leonardo da Vinci, che in alcuni casi era anche possibile provare.

 

Naturalmente, anche nella visita alla Fortezza di Hohenwerfen, nota in questo periodo per essere apparsa nella serie TV di Amazon The Man in the High Castle come quartier generale di Adolf Hitler, non potevano mancare innesti ferroviari.

Per raggiungerla in cima alla montagna si può infatti andare a piedi o utilizzare una comoda funivia che in brevissimo tempo porta fino in cima.

Come se questo non bastasse dalle feritoie e dalle finestre delle varie sale si segue con facilità e volendo si fotografa la linea ferroviaria che da Salisburgo volge verso sud, percorsa da RailJet, Intercity, Regionali e sporadicamente da merci, cosa che noi non possiamo esimerci dal fare tra gli occhi curiosi degli altri visitatori.

Lasciata la fortezza, che merita una visita di diverse ore, torniamo al nostro residence per preparare le valigie per fare ritorno a casa ma lungo la strada ci si prospetta una sosta improvvisa.

Ci fermiamo infatti a fotografare 1161 017 delle ÖBB che è stata monumentata da anni lungo la statale all’ingresso di Bischofshofen e che, pensate un po’, versa in ottime condizioni, senza essere stata vandalizzata.

Il nostro viaggio nella regione di Salisburgo sta volgendo alla fine ma la serata ci riserva una sorpresa quando per salutarci ci viene servito a cena il dolce tipico della zona, il Salzburger Nockerl, un soufflé decisamente scenografico alla marmellata di ribes, i cui tre soffici picchi, cosparsi di zucchero a velo, tendono a rappresentare le cime delle montagne imbiancate di neve che circondano la bellissima e storica città dell’Austria.

 

La mattina seguente carichiamo i bagagli sull’auto e iniziamo la nostra discesa verso l’Italia che inizia ovviamente “parcheggiando” l’auto sul treno, come fatto all’andata.

Lentamente riscendiamo verso Roma piuttosto soddisfatti della nostra settimana ma sulla via del ritorno pensiamo che torneremo sicuramente da queste parti. Nonostante abbiamo girato molto, infatti, ci sono ancora tante altre cose da vedere.

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