Sul nostro blog abbiamo pubblicato diverse volte, in passato, articoli su come alcuni mezzi delle Ferrovie dello Stato erano stati disegnati su carta e su come poi fossero stati effettivamente realizzati.

Già in quelle occasioni, avevamo notato come spesso disegni e progettazione tecnica non andassero di pari passo, con forme e soluzioni che non di rado prendevano strade diverse dalla carta alla fabbrica.

Il nostro elenco si accresce di un ulteriore elemento, l'ETR 460. Il Pendolino di seconda generazione venne progettato nel 1992 negli studi di Fiat Ferroviaria e come di consueto fu anticipato da un disegno distribuito alla stampa che ricalcava quelle che sarebbero dovute essere le linee guida del nuovo elettrotreno.

Come visibile nella foto, il convoglio era stato inizialmente immaginato con un profilo più bombato e meno spigoloso di come fu poi realizzato. Il frontale era quasi tondeggiante e osservando bene si può notare come nella parte centrale fosse presente un leggero scalino vagamente visibile poco sotto alla fanaleria.

Proprio le luci si immaginavano diverse da come poi furono realizzate, con una mascherina che avrebbe dovuto correre lungo tutto il frontale e quindi non con gruppi ottici tra loro separati. Diversa era anche la sezione dei vetri frontali del Personale di Macchina che non erano in un pezzo unico ma con un montante centrale.

Dal punto di vista della livrea, il bianco e il rosso erano già i colori prescelti, sebbene lo schema fosse leggermente differente. Esso prevedeva una unica fascia rossa grande all'altezza dei finestrini che si allargava sul frontale inglobando la fanaleria ma anche il logo FS che avrebbe dovuto essere bianco, terminando a ridosso dello scalino citato in precedenza.

Al di sotto ci sarebbe stata una ulteriore striscia rossa di dimensioni molto ridotte che all'altezza dei carrelli della vettura pilota avrebbe riportato la scritta "Pendolino" e la stilizzazione della bandiera italiana.

Il telaio era previsto sin da subito grigio scuro, probabilmente per "assorbire" meglio lo sporco accumulato durante l'esercizio.

Un disegno, probabilmente, più figlio delle rotondità degli anni '80 che delle spigolosità degli anni '90 del quale si prese una buona parte per la realizzazione della seconda generazione di Pendolino.

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