Il problema scatenante sarebbe la tassa d’imbarco, ovvero l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco passeggeri. Che di comunale però ha ben poco.

 

In parole povere, sono i 6.5 euro per viaggiatore versati inconsapevolmente nelle casse dello Stato nel momento in cui compra un biglietto aereo. 

E i comuni c'entrano qualcosa? Pochissimo, quasi niente.

Infatti di 6 euro e mezzo, 5 vanno direttamente all’Inps per un fondo integrazione Alitalia, 50 centesimi vengono incassati dalla Ragioneria dello Stato che li trasmette al ministero dell’Interno e il rimanente euro si perde tra l’Enav e il Viminale.

I sindaci di Malpensa sostengono invece che ai comuni dovrebbero arrivare 40 centesimi a biglietto aereo venduto, e che invece non sarebbero nemmeno 15. 

Questi i dati presentati dal Corriere della Sera e ripresi dal quotidiano online Malpensa24.

La mancanza di fondi è sostenuta a gran voce i sindaci dei nove comuni uniti nel consorzio Cuv, quelli posizionati nei dintorni dello scalo di Malpensa.

Secondo i sindaci lombardi intervenuti, quei soldi non dovrebbero essere destinati ad Alitalia ma destinati alla realizzazione delle -così ritenute- urgentissime infrastrutture viarie attorno allo scalo.

Infrastrutture rimaste ferme da anni e che adesso, sostengono i sindaci, sono al collasso.

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