FS ha bisogno di altri 60 giorni per mettere a punto il piano industriale di Alitalia.

La cassa però si consuma e i commissari possono concedere non più di 3-4 settimane. Potrebbe dunque esserci il rischio di una nuova iniezione di liquidità per far sopravvivere la compagnia. Il Mise prova ad accelerare e ha avanzato la richiesta di inserire nel decreto crescita una norma per dare la possibilità di convertire il prestito ponte in equity e consentire eventualmente allo Stato di entrare nella newco. Sull’ipotesi ci sarebbero però perplessità e il ministero dell’Economia avrebbe quindi dato mandato di rielaborare una norma di sintesi delle diverse esigenze.

Preoccupazione viene espressa dai sindacati che chiedono una soluzione prima delle elezioni europee e tornano a ribadire al Governo la necessità di una convocazione. Il ministro dei Trasporti Toninelli rassicura, almeno sulla tempistica: “non mi impiccherei su una settimana in più o in meno dopo decenni all’interno dei quali Alitalia è stata semplicemente foraggiata ma non rilanciata con soldi pubblici”. E rivolgendosi ai dipendenti della compagnia dice: “state tranquilli e abbiate fiducia”. Insomma: “se passerà un mese in più o un mese in meno, se sarà fine di aprile, penso sia veramente indifferente come data”. Il dossier “è al Mise con l’interlocuzione diretta del mio ministero”.

FS, però, che ha già oltrepassato il termine del 31 marzo per la presentazione del piano senza alcuna comunicazione ufficiale, avrebbero bisogno di almeno altri due mesi di tempo. Al momento infatti sul tavolo c’è solo la disponibilità di Delta Air Lines a mettere nella newco per la nuova Alitalia fino al 15%, che unito al 30% di FS e al 15% del Mef, lascerebbe ancora scoperto il rimanente 40%.

Si continua a sondare China Eastern (di cui Delta detiene una quota di minoranza), mentre dalle società e partecipate pubbliche tirate finora in ballo da Atlantia a Leonardo, fino a Cdp, non arrivano conferme. Secondo il Sole 24 Ore, Atlantia - la holding autostradale che controlla anche Aeroporti di Roma - avrebbe confermato le discussioni, ma anche puntualizzato di non avere interesse ad essere coinvolta nell’operazione.

Intanto, la compagnia continua a bruciare denaro: a fine anno c’erano 506 milioni, ma secondo i calcoli di Andrea Giuricin dell’Istituto Bruno Leoni, Alitalia: “ha già bruciato di fatto tutta la cassa ed è già sotto di quasi 300 milioni di euro, un buco enorme che verrà fuori in tutta la sua tragicità a fine estate”.

Foto 2 di Kentaro Iemoto from Tokyo, Japan - Delta B747-400(N667US), CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=23458473

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