È una bella analisi quella realizzata oggi sull'apertura dell'Alta Velocità europea da la Repubblica.

Come abbiamo detto più volte, l’appuntamento è vicino, visto che nel dicembre 2020 tutti i Paesi dell'Unione Europea dovranno aprire alla concorrenza i, loro binari per i treni AV.

Al momento il servizio è stato liberalizzato solo in Italia, Svezia, Repubblica Ceca ed Austria, ma le partite importanti si giocheranno solo su una di queste quattro nazioni, con altre ad aggiungersi.

Le "prede" più ambite, come già detto qualche mese fa, sono una decina: Parigi-Bruxelles, Colonia-Amburgo, Londra-Edimburgo, Colonia-Francoforte, Parigi-Lione, Berlino-Francoforte, Colonia-Bruxelles, Parigi-Bordeaux, Barcellona-Madrid e Parigi-Milano.

Il mercato destinato ad aprirsi per primo sarà con tutta probabilità quello spagnolo. Il gestore della rete ha già diviso il network in tre settori che saranno messi all'asta in parte per i nuovi entranti e pare che la parte del leone possa farla sin da subito SNCF.

La compagnia stessa, tuttavia, deve guardarsi le spalle, visto che Macron pare intenzionato a liberalizzare sul serio l'alta velocità e Trenitalia è pronta ad intervenire con i suoi 14 Frecciarossa 1000 interoperabili recentemente acquistati.

Discorso simile per la Germania, il cui mercato è tuttavia complesso. Come rileva giustamente la RepubblicaDeutsche Bahn malgrado i problemi gestionali ha una forza di fuoco finanziaria e dimensioni tali da poter scatenare guerre dei prezzi lunghe e sanguinose con chiunque.

Qualcosa di simile è ipotizzabile anche da noi, sulla Torino-Napoli. Gli attuali competitor, Trenitalia e Italo, hanno però un asso nella manica, un livello di efficienza e di costi migliore rispetto a molti dei possibili rivali, forgiato da anni di concorrenza.

Italo, tuttavia, sembra al momento più indietro nella eventuale corsa all'estero. La società ha più volte detto di voler operare su mercati stranieri, ma attualmente la flotta è stabile e non in espansione se si escludono gli EVO da consegnare ed è piuttosto improbabile che ci si avventuri fuori dalle mura domestiche sacrificando il mercato interno.

Quel che è certo è quel che dice Andrea Giuricin, professore all’Università di Bicocca di Milano che avevamo incontrato alla conferenza su “Trasporti e sostenibilità”, questa "è una rivoluzione che potrebbe far lievitare del 50% il mercato entro il 2025".

L'articolo dettagliato è disponibile cliccando qui.

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