Attualmente il 40% delle principali linee della rete ferroviaria europea e il 20% di tutto il traffico su rotaia è alimentato con motori a diesel.

L’impatto ambientale è riconosciuto come negativo, e l’Unione Europea è impegnata in prima linea nella lotta al cambiamento climatico. La risposta al problema sembra arrivare dai nuovi treni che utilizzano tecnologie a idrogeno e celle a combustibile, da qui l’acronimo FCHFuel Cells and Hydrogen, perché sono flessibili, a zero emissioni e silenziosi.

Lo studio di Roland Berger "The use of fuel cells and hydrogen in the railway environment", creato insieme a Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) e Shift2Rail Joint Undertaking (S2R JU), analizza a fondo gli sviluppi possibili nell’utilizzo dei treni FCH in relazione alla sostituzione del materiale rotabile obsoleto alimentato a Diesel.

Gli esperti di Roland Berger prospettano una significativa diffusione dei nuovi convogli. Entro un decennio o poco più un treno su cinque sarà alimentato con sistemi FCH.

 

«I treni a idrogeno, grazie alle loro peculiari caratteristiche», spiega Francesco Calvi Parisetti, Partner di Roland Berger Italia, «risultano essere una vera soluzione “verde” all'inquinamento generato dalle vecchie flotte diesel.
L'idrogeno favorisce applicazioni multi-modali e comuni stazioni di rifornimento tra treno, bus e auto che saranno alimentate con la stessa tecnologia. Questo dà slancio ad un aumento dell'utilizzo delle infrastrutture e ne riduce il costo per l'utente finale.
Certo, tornando ai treni FCH, ad oggi si percepisce il vantaggio economico sul diesel solo su tratte di lunga percorrenza, oltre i 100 km, a bassa frequentazione, e dove il costo dell'energia è particolarmente contenuto».

Secondo Roland Berger, i mercati europei si divideranno in tre categorie a seconda della velocità con cui adotteranno la nuova tecnologia.

I Frontrunner apriranno la strada e guideranno la ricerca. Si tratta dei Paesi dell'Europa Centrale e Settentrionale che si prevede che svilupperanno soprattutto il mercato di automotrici – per trasporto passeggeri – alimentati a FCH.

I Newcomer, facendo leva sulle tecnologie adottate dai primi, svilupperanno successivamente ma con vigore soprattutto il mercato dei locomotori da manovra. I Paesi Later Adopter seguiranno e garantiranno la restante crescita della domanda.

L'Italia figura tra i newcomer e, spiega Calvi Parisetti, «si può prevedere, per il nostro Paese, un ruolo importante nel retrofit dei locomotori da manovra e anche nelle automotrici per alcune linee diesel a bassa frequentazione. La crescita attesa in Italia è favorita dalla vetustà del materiale rotabile diesel e dalla conseguente necessità di adottare una soluzione che sia pulita e silenziosa».

Al momento, il Paese europeo più avanti nella sperimentazione nell’utilizzo di tali convogli è la Germania. Da settembre 2018, i primi due treni a idrogeno di Alstom sono regolarmente in servizio sulla rete Elbe-Weser, mentre da fine gennaio a metà 2019, il Coradia iLint di Alstom è in tournée nel Paese.

In Austria le ÖBB hanno pubblicato un'offerta per un contratto di noleggio di 12 mesi per due automotrici a celle a combustibile a idrogeno.

Nel maggio 2018 la Zillertalbahn ha aggiudicato a Stadler un contratto per la fornitura di cinque treni a Idrogeno per sostituire la trazione diesel sulla linea da 760 mm da Jenbach a Mayrhofen nella provincia occidentale del Tirolo.

Anche in Francia Alstom ha presentato un progetto per una variante a celle a combustibile a idrogeno della sua automotrice Coradia Polyvalent (Régiolis), che il gruppo sta sviluppando come alternativa ai treni Diesel per le regioni francesi, mentre nel Regno Unito Alstom ed Eversholt Rail hanno recentemente svelato il design di un nuovo treno a Idrogeno.

E in Italia? Nel nostro Paese, a novembre 2018 è stato sottoscritto un accordo da Paolo Gaudenzi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Aurelio Salvatore Misiti del Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), per la valutazione tecnico/economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto agli altri sistemi di alimentazione e per attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili.

Lo scorso luglio poi la sperimentazione dei nuovi convogli è tornata di attualità per la proposta avanzata dal consigliere regionale Pd Angelo Orsenigo per risolvere i problemi della linea Como-Lecco, non ancora elettrificata.

L’articolo integrale è disponibile su La Stampa.

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