Quella di ieri è stata probabilmente una delle giornate peggiori mai vissute dalla linea Adriatica da tantissimo tempo.

Anche in questo caso, le responsabilità non sono da imputare né a Trenitalia né a RFI, fatto sta che in pieno periodo estivo si è registrata una vera e propria ecatombe sui binari.

La concomitanza di eventi di un investimento dalle parti di Rimini e di un incendio tra Termoli e Foggia, ha letteralmente fatto impazzire la tratta, con ritardi "monstre" che hanno coinvolto tantissimi convogli.

Senza la pretesa di citarli tutti, il Frecciabianca 8814 Lecce - Milano, che ha investito una persona, è giunto a destino con 282 minuti di ritardo. Non è andata meglio al Frecciabianca 8884 sulla stessa tratta che ne ha accumulati 265, né all'Intercity 612, un Taranto - Milano, che ha chiuso la sua giornata con +251.

Ritardo "improbabile" anche per il Frecciarossa 9886 Lecce - Torino che è giunto in Lombardia con 231 minuti sulla tabella di marcia e per l'Intercity 614 Bari - Bologna che pur avendo un percorso più breve è riuscito ad accumulare 230 primi.

Un evidente disastro, insomma, che come detto non è ascrivibile né alla compagnia ferroviaria né al gestore della rete, ma che qualche responsabilità, quantomeno indiretta, la ha nella miopia di alcuni enti locali.

Perché non va dimenticato che uno dei due eventi è accaduto nei pressi dell'unico tratto della intera linea Adrtiatica ancora a binario unico per motivazioni a nostro modo di vedere piuttosto futili, in una giornata in cui la possibilità di utilizzo promiscuo di due binari sarebbe stata fondamentale.

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