Dopo anni di miglioramenti, nel 2018 la puntualità delle linee ferroviarie regionali Emilia-Romagna ha fatto registrare un brusco passo indietro.

Queso almeno secondo quanto riportato oggi nell'edizione on line del quotidiano la Repubblica. Analizzando i dati forniti dall’assessorato ai Trasporti si scopre infatti che da gennaio a dicembre del 2018 oltre il 12% dei convogli è giunto in ritardo (o non è nemmeno mai arrivato a destinazione). Un dato in netto peggioramento rispetto al 2017 (10,7%) e perfino al 2015 (11,7%).
E la situazione quest’anno non sembra migliorare di molto: certo le cifre sono ancora provvisorie, ma da gennaio a giugno non ha rispettato il tabellone circa l’11-12% dei treni.

Nel 2018 sono quasi 30mila i convogli che non hanno rispettato lo "standard b", ovvero che non sono entrati in stazione entro 5 minuti dall’orario previsto. Di questi, circa 4mila non hanno neanche lasciato la stazione di partenza, o sono stati soppressi lungo la strada.

“Nell’ultimo periodo c’è stato un netto peggioramento – conferma Valerio Giusti, attuale presidente del Crufer (l’organismo che raggruppa comitati locali di pendolari) –. I ritardi non sono omogenei, e colpiscono soprattutto alcune tratte”.
La maglia nera va alla Fidenza-Cremona, linea che nel 2018 ha sfiorato addirittura il 30% di ritardatari, mentre agli antipodi si trova la Bologna-Vignola, prima con 4 convogli fuori orario ogni 100.
Ma è sulle tratte più trafficare che si misurano i disagi maggiori: il bilancio della Bologna-Piacenza-Milano parla ad esempio di un treno in ritardo ogni cinque, mentre sui binari che dal capoluogo portano verso la Riviera si viaggia attorno al 12-13%.

“Di anno in anno la situazione peggiora – conferma Pascal Buda del Comitato pendolari di Romagna RomBo –: il disagio maggiore è stato causato dal cambio di orari dei treni di fascia superiore (le frecce, per intenderci)". Ma è solo l’ultima goccia: "Ormai è chiaro che Trenitalia non ama i pendolari”.

E tuttavia i pendolari riconoscono alla Regione una buona capacità di ascolto e impegno nel tentare di migliorare la situazione: “In autunno il piano dovrebbe essere completato al 60/70% - continua Giusti riferendosi alla famosa Cura del Ferro lanciata dall’assessore ai Trasporti Raffaele Donini, ossia alla progressiva sostituzione dei convogli più datati con carrozze nuove di zecca –. Ma da quel che sappiamo Trenitalia sta avendo dei grossi problemi con l’addestramento del personale, e ultimamente stanno spuntando treni un po’ datati, sprovvisti di aria condizionata. Diciamo che viviamo con un po’ di preoccupazione questo periodo di transizione”.

L'articolo integrale è disponibile su la Repubblica.it.

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