Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - Estonia

Forse molte persone nemmeno conoscono la locazione di questa piccolissima repubblica, la più settentrionale delle tre Baltiche. Cosa ha fatto di tanto speciale questa nazione per meritarsi un top? Semplice, ha iniziato a pensare al clima e alla sua emergenza.

Il Ministero dell'economia e delle comunicazioni e il Ministero dell'Ambiente stanno preparando una strategia per l’elettrificazione ferroviaria nel Paese, ancora in buona parte mosso dalla trazione termica.   

Il governo prevede che i lavori di elettrificazione potranno essere avviati nel 2022-28, con l'obiettivo di ridurre le emissioni su ferrovia del 70%; un risultato sicuramente molto ambizioso ma fattibile.

Certo i treni elettrici, da soli, no salveranno il destino del Pianeta, ma l'avere preso una decisione così chiara e una piena consapevolezza del problema rendono onore a questa nazione. 

Non serve un esperto in climatologia per capire che il clima sta cambiando velocemente e l'aumento dei gas serra rischiano di compromettere, già a medio termine, le cose.

Ben venga la decisione di elettrificare sempre più linee mantenendo la trazione Diesel solo laddove necessario. Stati Uniti d'America, ci state ascoltando?

FLOP - Antitrust

Nossignori, questa propria non l'abbiamo capita. D'accordo la vicenda è complessa ed è spiegata ottimamente qui.

Per farla brevissima: l'Antitrust ha multato di mille euro FS e le sue controllate Trenitalia e RFI dopo un esposto della società Arriva Italia Rail (controllata da DB) riguardo il trasporto ferroviario regionale nel Veneto.

Ribadiamo il concetto: mille euro. Per FS, Trenitalia e RFI mille euro sono l’equivalente di un caffè per una persona comune. Tradotto: un bel niente.

La nostra critica è semplice: dal momento che la pena deve essere commisurata alla "colpa", o le tre società non hanno infranto le regole e quindi non erano passabili di multa, oppure lo hanno fatto e devono pagare qualcosa di più concerto di un assegnuccio da mille euro!

Una multa simbolica nel capitalismo di concorrenza non ha, a nostro parere, assolutamente senso. Non saranno certo 1000 euro a "educare" una chicchessia società per azioni.

Flop!

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