Agli inizi dello scorso maggio ha fatto scalpore in Svizzera la notizia che i passeggeri diretti a Wil, a bordo dell'Intercity partito da Zurigo e destinato a San Gallo, si sono visti cancellare la propria fermata.

Non è stato un caso isolato, visto che il treno ha saltato anche Uzwil, Flawil e Gossau, né un errore, semplicemente per raggiungere la loro destinazione, hanno dovuto effettuare un cambio a Winterthur.

Le FFS hanno agito in questo modo per recuperare il tempo perso e si sono scusate per il disagio arrecato a una trentina di persone, che hanno completato la loro corsa in estremo ritardo.

L'operazione, hanno spiegato le Ferrovie federali, è stata necessaria per evitare l'effetto domino sui ritardi, che avrebbe danneggiato oltre un migliaio di persone.

L'Ufficio federale dei trasporti ha esaminato con attenzione questa bizzarra possibilità e la ha trovata buona a condizione che non si esageri, visto che essa porta a una stabilizzazione del traffico rimanente, permette di evitare l'effetto domino e il "contagio" di ritardi ad altri passeggeri.

"Questo significa minimizzare l'impatto sul sistema nel suo insieme e non su un singolo treno", ha commentato l'UFT. Oltre alla soppressione di fermate, sono state vagliate misure come il cambio di direzione del treno ad una stazione di passaggio, la deviazione del convoglio o la sostituzione con un altro mezzo.

"La nostra conclusione - ha sottolineato l'UFT - è che queste misure sono una buona idea se applicate con buon senso e in funzione del mandato".

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