Porre fine al degrado e rendere nuovamente vivibile il quartiere di Fontivegge a Perugia.

Il comitato di quartiere “Progetto Fontivegge” ci crede. Perciò ha proposto 10 punti programmatici per riuscire nell’impresa. I suddetti 10 punti sono stati rivolti direttamente all’attenzione del sindaco di Perugia Andrea Romizi. Senza entrare nel merito di questioni che non attengono all’esercizio ferroviario, riportiamo l’ultimo punto che certamente può interessare il cittadino perugino e non.

“Programmazione, con Trenitalia, RFI e FS Sistemi Urbani (Gruppo FS), di un piano generale di parziale ristrutturazione e miglioramento dei servizi al viaggiatore, tali da rendere l'area di Fontivegge fruibile da un maggior numero di turisti, studenti e pendolari:

- A. Attivazione di un secondo treno Frecciarossa a percorso invertito rispetto a quello già in servizio, che parta al mattino da Torino o Milano per arrivare a Perugia entro le 11 e ripartire nel tardo pomeriggio o in serata verso il Nord, cioè tale da favorire l'afflusso verso il territorio e non soltanto il deflusso da esso;

- B. Installazione di ascensori e tapis roulant all'interno della Stazione, presso gli spazi di salita/discesa viaggiatori, e all'esterno, nel sottopasso di Piazza Vittorio Veneto (fronte Farmacia), ristrutturazione ed ampliamento del parcheggio nell'area ex Scalo Merci, della sala d'attesa e del bar interni, ed apertura di una sala riservata FRECCIAClub nei locali interni dell'ex edicola e adiacenti”.

L’assunto del comitato cittadino di Perugia parrebbe essere semplice: dato che il primo treno Frecciarossa ha nobilitato il capoluogo umbro e portato in dote una nuova biglietteria, un nuovo collegamento Frecciarossa, oltre ad essere auspicabile nell’interesse del capoluogo umbro per integrare quello di deflusso già esistente, porterebbe anche ulteriore attenzione per la stazione di Perugia.

Come già detto il Frecciarossa Perugia – Milano - Torino attualmente in esercizio, evoluzione del precedente Arezzo – Milano, è un treno che ha dimostrato le proprie capacità di portare i perugini al nord e di riportarli a casa in tempi più che ragionevoli, sancendo di fatto il proprio successo.

Sul versante turistico invece non è ovviamente riuscito con altrettanto successo nell’impresa sebbene i numeri anche in questo caso non siano mancati. Di fatto un treno che porta i viaggiatori a Perugia in orario notturno è già di per se una criticità per il turista medio. Se a questo si aggiunge una totale assenza di servizi pubblici sia all’andata verso il nord, che al rientro a Perugia, ed una scarsa campagna di marketing, ecco che il risultato è scontato.

Pertanto, fin dall’inizio, molti in città avevano caldeggiato la necessità di un collegamento gemello, almeno stagionale, che partisse e rientrasse con orari simili dal nord. Chiaramente un simile collegamento avrebbe come raison d’etre una spiccata vocazione turistica ed andrebbe a completare la formula ad uso dei perugini del Frecciarossa esistente.

Il comitato di quartiere Progetto Fontivegge a questa interpretazione ne ha pertanto assegnato la valenza di motore per la riqualificazione e rinascita del grande e popoloso quartiere di Perugia.
Tra l’altro Fontivegge si pone anche come nodo strategico della logistica pubblica del capoluogo. La rinascita della stazione di Perugia sarebbe pertanto auspicabile anche sul versante di una maggior cura degli impianti, oggi sicuramente non soddisfacente, almeno se rapportata alla media degli scali ferroviari degli altri capoluoghi nazionali.

Tra l’altro il pregevole edificio della stazione perugina risulta in gran parte vuoto o comunque sotto-utilizzato. Una maggior frequentazione dello stesso al punto di far tornare la stazione ad assurgere al suo ruolo di riferimento sia per la città che per il capoluogo non pare essere un’idea da sottovalutare.

Nell’era della riutilizzazione, seguita a quella dell’espansione urbanistica, una stazione di Perugia quale centro di transito, punto di ritrovo e sede di attività commerciali avrebbe certamente un suo peso nell’apportare benefici all’immagine ed alla qualità della vita del capoluogo umbro.

Ovviamente, oltre al Frecciarossa, i canali e le argomentazioni per ottenere simili risultati sono molti, ma la politica spesso si è dimostrata più sensibile agli argomenti in grande stile, che non alla mera quotidianità. Pertanto, difficilmente poteva esistere un modo migliore per attirare l’attenzione sui problemi, e sulle potenzialità dell’area di Fontivegge se non quello di ricordare che il treno non è solo un mezzo di trasporto, ma un sistema industriale articolato la cui influenza va oltre i binari delle stazioni ferroviarie.

A cura di Alexandru Cenusa

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