Uno studio commissionato dall'ex regia federale ed eseguito dalla società di revisione e consulenza PWC in collaborazione con una professoressa del Politecnico di Zurigo allarma le Ferrovie Svizzere.

Il tema è la digitalizzazione e come essa influirà sul numero di lavoratori dell’azienda e il risultato anticipa che lo sfruttamento delle nuove tecnologie potrebbe determinare la soppressione di fino a 3.400 posti di lavoro entro il 2035.

Come riporta il SonntagsZeitung, i ricercatori hanno ipotizzato due scenari, uno in cui la digitalizzazione e l’automazione siano integrate nello sviluppo delle FFS a completamento del lavoro umano e in un contesto di forte regolamentazione e il secondo in cui le nuove tecnologie siano impiegate in maniera più drastica.

Nel primo caso, la forza lavoro aumenterebbe, poiché si ipotizza la perdita di 5.500 posti di lavoro poco o mediamente qualificati ma al contempo la creazione di 5.700 posti di lavoro nel settore IT. Nel secondo, invece, verrebbero a sparire 10.000 vecchi posti di lavoro mentre se ne creerebbero solo 6.600 di nuovi con un saldo negativo di ben 3.400 unità. 

La soppressione dei posti di lavoro, tuttavia, potrebbe virtualmente avvenire senza licenziamenti poiché da qui al 2035 si prevede che vadano in pensione 11.300 dipendenti delle FFS. 

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