È il momento del treno e alcune realtà sembrano averlo capito prima di altre.

"L'onta dell'aereo" che ha preso piede in Svezia potrebbe propagarsi presto in altri paesi del vecchio continente. In particolar modo in Svizzera dove le preoccupazioni sono forti, tanto che alcune scuole sono arrivate a vietare i viaggi aerei.

Particolarmente interessate a questo fenomeno sono ovviamente le società ferroviarie pronte ad allargare il portafoglio dei collegamenti internazionali per sottrarre viaggiatori alle compagnie aeree.

È il caso dei TGV Lyria, marchio che contraddistingue una società franco-svizzera (74% SNCF; 26% SBB CFF FFS) che si appresta ad aumentare del 30% la propria offerta di collegamenti ferroviari a alta velocità tra Parigi e le principali città svizzere quali Ginevra, Losanna, Basilea, Zurigo.

L'offerta prevista sarà di un treno ogni due ore e i prezzi partiranno da 29 euro. Inoltre, verranno acquisti nuovi treni a due piani con accesso wi-fi a bordo per un investimento complessivo di 400 milioni di euro.

La mossa di Lyria poggia anche sui risultati dello studio del Politecnico di Losanna. I posti disponibili nei propri TGV saliranno da 13.500 a 18 mila nel 2020. Entro fine anno aumenteranno del 25%, secondo quanto ha riportato Le Monde.

Oggi, il TGV franco-svizzero rappresenta globalmente poco più del 50% dei viaggi nel confronto con l'aereo. In treno, il viaggio dal centro di Parigi al centro di Ginevra dura tre ore e 7 minuti. Il collegamento aereo tra le due città è assicurato da 13 voli quotidiani. La capitale francese è oggi la seconda destinazione dell'aeroporto di Ginevra-Cointrin, uno degli hub principali della compagnia a basso costo easyJet.

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