Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli rilancia la realizzazione del passante ferroviario di Firenze.

"Sono in questo cantiere anche per sottolineare il sostegno del Governo all'attività che sta svolgendo RFI per risolvere il problema di questo cantiere sul fronte societario e quindi per farlo ripartire quanto prima" ha detto durante un incontro con la stampa.

"La realizzazione di questa opera aiuterebbe i pendolari perché consentirebbe il potenziamento del 40% del traffico regionale. Per le tempistiche c'è un cronoprogramma che RFI ha studiato, ci sono una serie di questioni che riguardano la società e non il Governo".

Secondo l'ad di RFI, Gentile, presente al sopralluogo, il cantiere potrebbe tornare ad essere operativo già nel 2020. "La progettazione per la stazione sarà rivisitata nel 2020, oggettivamente i lavori potrebbero riprendere nel 2020 nel caso in cui non si faccia una gara" aggiungendo che "non c'è una data precisa perché c'è la rivisitazione progettuale che sarà pronta nella seconda metà del 2020".

L'ad ha anche spiegato: "Stiamo risolvendo il rapporto con Nodavia e tramite una società interna a RFI stiamo rielaborando il progetto esecutivo. In seguito l'affidamento in house renderebbe più rapida la ripresa dei cantieri". Il progetto del sottoattraversamento prevede intanto che siano realizzate "due gallerie che saranno collegate fra loro in modo trasversale ogni 500 metri in modo che ciascuna galleria sia area di soccorso per l'altra" un criterio, ha detto Gentile, già applicato sulla Torino - Lione.

La parola è andata poi al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: "Se ripartirà il cantiere c'è da augurarsi che possa concludersi entro il 2025". "Questo cantiere è fondamentale - ha aggiunto il governatore - perché altrimenti il tappo di Firenze alla stazione di Santa Maria Novella non si risolve. Anche se noi volessimo, come stiamo facendo, mettere altri treni regionali, ci hanno detto le Ferrovie che alla stazione di Firenze non entra più nemmeno uno spillo. Se non risolviamo questo conflitto tra l'Alta Velocità e i treni regionali, qui ci sarà sempre un blocco. Tutti parliamo della svolta verde, la svolta verde è svoltare sul ferro. La mobilità è un diritto e deve essere garantita nel modo che impatta meno e sicuramente il ferro è quello che impatta meno. Questa politica l'abbiamo adottata: il report di Legambiente dice che siamo al top in Toscana".

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