Nella giornata di ieri i nostri contatti sono stati invasi di fotografie che non avremmo voluto ricevere.

Ce le hanno mandate diversi lettori dell'Emilia Romagna e documentavano gli atti di vandalismo messi a segno dai soliti idioti con la bomboletta sui nuovissimi Rock di Trenitalia.

Due i convogli colpiti, lo 014 e lo 018, freschissimi di consegna, letteralmente devastati dalle scritte e resi di fatto inutilizzabili, uno con disegni enormi su ben tre casse, sopra ai finestrini e sulle porte, con evidenti problemi anche per la sicurezza.

Al di là delle solite frasi di circostanza su questi poveri disperati che non valgono nulla come artisti e riversano la loro pochezza su un bene comune, ai quali ovviamente non faremo pubblicità, vogliamo oggi evidenziare perché non ci meritiamo come nazione i nuovi treni.

Non ce li meritiamo perché ancora molti, in Italia, sono convinti che questi siano "artisti".

Non ce li meritiamo perché ancora molti, in Italia, credono che ognuno debba esprimere la propria identità come ritiene più opportuno, e chissenefrega se lo fa su un bene comune.

Non ce li meritiamo perché quando persino in un gruppo Facebook di pendolari abbiamo scritto che questi atti dovrebbero essere puniti seriamente ci siamo sentiti rispondere che "i problemi sono altri".

Non ce li meritiamo perché abbiamo assistito personalmente alla scena di una signora che aveva un attacco di panico su un treno coi vetri completamente oscurati da un graffito che si è sentita rispondere che "prima che dell'estetica del treno le ferrovie si dovrebbero occupare di far arrivare i convogli in orario", come se le due cose non fossero correlate.

Non ce li meritiamo perché questi vandali pubblicano le loro opere su Instagram, tutti sanno benissimo chi sono, ma nessuno li va mai a prendere.

Non ce li meritiamo perché le stesse compagnie ferroviarie danno l'impressione di essere alle volte un Giano Bifronte, che conduce da un lato una lotta senza quartiere a innocui appassionati e fotografi e dall'altro non riesce a contrastare efficacemente il vandalismo, con soggetti che sembrano liberi di scorrazzare per i Depositi come fossero casa loro.

Non ce li meritiamo, per concludere, perché siamo ignorante come Nazione, manchiamo completamente dei fondamentali di educazione civica, consideriamo il bene comune come se non fosse di nessuno.
E, fatto ancora più grave, abbiamo permesso che questo fosse noto anche agli stranieri che vengono a fare nel nostro paese quello che nel loro non possono fare perché sarebbero seriamente puniti.

Siamo moralmente e civilmente una nazione in decadenza, indipendentemente da chi la governa, per questo chiediamo a Trenitalia di ripristinare le ALe 801/940, le ALe 803 e di non pensionare le ALe 724.

Perché se non c'è una presa di posizione comune contro il vandalismo, da parte delle compagnie ferroviarie, delle istituzioni, ma anche dei singoli cittadini, non ci meritiamo nemmeno un singolo treno nuovo.

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