La cronaca di ieri ha consegnato agli archivi l’ennesimo grave atto di vandalismo sui treni.

Questa volta è accaduto a Modena col treno proveniente da Mantova che ha subito danni tali a un finestrino e a una porta di salita che non è stato possibile utilizzarlo il giorno successivo, dovendo ricorrere ad autobus sostitutivi.

È solo l’ultimo di una lunga serie di atti vandalici che ormai sono talmente frequenti da non fare più notizia, nonostante Trenitalia sporga regolarmente denuncia contro ignoti.

Ancora non si sono spenti, infatti, gli echi del Vivalto danneggiato a Nettuno con sconosciuti che non si sono limitati a distruggere i vetri delle porte e dei finestrini di quasi tutte le vetture del convoglio ma si sono anche introdotti nella cabina di guida, danneggiando molte apparecchiature di bordo.

Senza dimenticare fatti analoghi accaduti a Saronno, dove qualcuno ha pensato bene di attivare gli estintori a bordo dei vagoni, rendendo gli ambienti impraticabili o a Pompei, dove addirittura ignoti hanno divelto i bordi 'sensibili' delle porte mente il treno era in movimento, costringendo il capotreno ad arrestare la corsa in attesa che sul posto giungesse un altro treno per portare i pendolari fino a Sorrento.

Ma l’elenco è lunghissimo, e coinvolge tutta Italia, con una livella che da nord a sud, passando per il centro, vede i treni sempre più oggetto di atti che costano moltissimo alla comunità.

Per far capire di cosa parliamo basti pensare al costo sostenuto solo da Trenord, quindi in Lombardia, solo nei primi cinque mesi del 2018. Sui treni della compagnia regionale ci sono stati 1.529 sedili divelti, 577 tendine parasole rubate o strappate, 208 vetri frantumati e 1.659 martelletti frangivetro rubati.

Un bollettino di guerra, il cui totale, sommato a quello necessario per ripulire i treni dai graffiti, costa solo in questa regione un milione e 500mila euro all’anno, soldi che potrebbero essere spesi per comprare nuovi treni o per migliorare la manutenzione e che invece vengono letteralmente buttati dalla finestra.

Il tutto senza dimenticare che il fermo di un treno per atti vandalici porta a corse soppresse con inevitabili ripercussioni sulla regolarità del servizio.

Del resto, i vandali non sembrano scoraggiati nemmeno dalle telecamere che in effetti ci vuole poco ad aggirare, coprendosi il volto.

Spiace dirlo, ma l’unica soluzione che vediamo per questa piaga sociale è il pugno duro. È assolutamente necessario inasprire le pene verso chi danneggia il bene comune, prevedendo sanzioni economiche pesantissime senza scappatoie e nei casi più gravi l’arresto indipendentemente dall’età di chi commettere il reato.

Il tutto dovrebbe viaggiare di pari passo con il ritorno dello studio dell'educazione civica nelle scuole che ci sembra sia previsto a partire dall’anno scolastico 2020/2021.

Il tutto perché la situazione non è più tollerabile ed è ormai fuori controllo se si considera che i numeri che abbiamo citato sopra, giova ricordarlo solo per la Lombardia, sono relativi al 2018 e saranno sicuramente superati nel 2019 in una escalation alla quale è necessario mettere subito un freno.

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