Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP - LFI

Non è un gran periodo per le reti ferroviarie private, dopo le severissime restrizioni volute dall'ANSF in termini di sicurezza ferroviaria. Quello annunciato da LFI (badate bene, per ora solo annunciato!) è davvero un bel segnale di crescita e "speranza" per questo settore ferroviario tanto vituperato.

A renderlo noto, il Presidente Maurizio Seri, che è intervenuto sulla ferrovia Stia - Arezzo - Sinalunga.
Sulla linea sta per finire l'installazione dell'ERTMS, sistema molto costoso ma indispensabile per una totale sicurezza della marcia del treno. Un cantiere che, una volta chiuso, dovrebbe portare a un contestuale aumento della velocità dei treni che entro il 2020 dovrebbero aumentare con due nuovi Jazz che portano con loro la speranza di incrementare in futuro anche il numero delle corse.

Ma c'è di più: Seri anticipa che si dovrà "compiere uno sforzo per cercare di andare nella direzione di un tracciato a due binari anche perché non è pensabile, in un’era sempre più attenta all’ambiente, che in futuro possano esistere ancora tratte con un unico binario".

Doppio binario in vista? Possibile, anche se probabilmente solo in alcune tratte.
Raddoppiare una linea, del resto, non è mai facile, anche perché in Italia le costruzioni ferroviarie sono tra le più care d'Europa e perché alle volte, nel frattempo, le case hanno preso posto nelle immediate vicinanze dei binari.
Quindi il nostro top intanto è per l'ERTMS quasi terminato che renderà questa tratta pronta per il futuro. Per il raddoppio, i nuovi treni e i nuovi servizi, apprezziamo il pensiero ma rimaniamo in attesa di risultati concreti.

FLOP - Burocrazia slovena

Non sappiamo bene chi premiare con questo gigantesco flop. Una disservizio che fa arrabbiare e innervosire, ricordando come anni fa raggiungere in treno l'Europa dell'est fosse estremamente più facile rispetto ad oggi.

Pensate che alle porte del 2020, risulta impossibile raggiungere con lo stesso collegamento la Slovenia da Trieste, praticamente due "vicine di casa". 

Gli ETR 564 che da qualche mese viaggiavano tra Trieste e Lubiana, infatti, sono costretti da qualche tempo a fermarsi al confine di Villa Opicina. L'impresa ferroviaria slovena non ha rivelato la causa, ma sembrerebbe che l'ETR 564 abbia perso la sua licenza operativa per la Slovenia.

Gli elettrotreni CAF acquistati qualche anno fa dalla Regione Friuli Venezia Giulia proprio per questi servizi effettuano quindi solo la tratta italiana, mentre dall'altra parte del confine un Desiro SZ assicura il resto del percorso.

Il tutto con buona pace dei viaggiatori che devono tornare alla rottura di carico, alla faccia del resto d'Europa che crea collegamenti internazionali soprattutto con i paesi confinanti. Per noi, un qualcosa di inaccettabile di questi tempi. Un enorme, gigantesco flop!

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