Tutti vedono positivo un ritorno dei treni notturni tra paesi europei, ma poco si fa perché questo diventi realtà.

È questo il leitmotiv che si sente ultimamente in Europa e che ha la sua origine in Svizzera. Tutto nasce dalle dichiarazioni dell'amministratore delegato della compagnia Thello, Roberto Rinaudo, rilasciate a margine di un evento organizzato dai giornalisti ferroviari svizzeri a inizio settimana a Zurigo.

Thello è una filiale di Trenitalia e gestisce treni notturni tra Parigi e Venezia - attraverso i tunnel di Losanna e del Sempione - nonché nella direzione opposta. I collegamenti sono usati quasi esclusivamente dai turisti che viaggiano tra le due città per motivi prettamente culturali.

Un grosso problema sono i ritardi cronici. Nei primi nove mesi del 2019, Thello riporta un totale di 20.073 minuti di ritardo per la loro coppia di treni Parigi - Venezia, il che significa che ogni treno ha avuto un ritardo medio di 37 minuti, con solo pochi convogli giunti a destinazione puntualmente.

Secondo Rinaudo, la ragione è spesso da ritrovarsi nel controllo da parte delle dogane e delle guardie di frontiera svizzere, sebbene i treni attraversino solo la nazione. "Poiché i treni Thello non hanno fermate commerciali in Svizzera, sono considerati treni merci", ha criticato Rinaudo.

La richiesta di una sosta a Losanna è stata presentata due anni fa ma è stata respinta con la motivazione che a bordo potrebbero esserci migranti o corrieri di droga, il tutto nonostante il servizio sia molto controllato. Del resto non è possibile fare altrimenti, pare, visto che controlli di grandi dimensioni potrebbero comportare ritardi fino a 90 minuti del tutto inaccettabili.

Un altro grosso problema sono i cantieri notturni o anche le interruzioni totali o le chiusure dei tunnel, che sono spesso istituite dai gestori dell'infrastruttura, dalle ferrovie statali in Francia, Svizzera e Italia senza preavviso.

Il risultato sono lunghe deviazioni, e nel peggiore dei casi, la soppressione dei treni notturni, come riportato da Rinaudo. Un evento accaduto più volte nel 2019 che permette anche di notare come i gestori dell'infrastruttura di diversi paesi non siano d'accordo tra loro e non trovino un sistema per dialogare evitando simili accadimenti o permettendo di organizzarli per tempo.

In sostanza, l'impressione è che attualmente tutti vogliono il ritorno dei treni notturni in Europa, e in particolar modo con un epicentro tra Austria e Svizzera ma si sta facendo talmente poco di concreto in tal senso a livello comunitario che siamo ancora molto lontani da un vero ripristino di carrozze letti e cuccette.

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