Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP (con riserva) - Trenitalia 

Stiamo un po' "regalando" questo top, e lo scriviamo chiaro e tondo, perché quanto successo non è nient'altro che la normalità. Ma viviamo in Italia alle porte del 2020, un periodo piuttosto assurdo e bizzarro dove non ci sorprendiamo veramente più di nulla.

Nella notte tra domenica e lunedì scorsa, mezza Toscana è stata svegliata da una scossa di terremoto con epicentro in Mugello, per altro a pochissimi chilometri dal tracciato della linea AV Firenze-Bologna. Inevitabilmente la mattina dopo è stato il caos, visto che per lungo tempo le linee sono rimaste interrotte per le più che necessarie verifiche post-sismiche (no, non siamo in Giappone, è qui dopo ogni terremoto dobbiamo controllare che binari e tutto il resto siano a posto, c'è poco da fare).

Tante persone sono rimaste a piedi, visto il non muoversi dei treni, altre invece sono semplicemente arrivate con tantissimo ritardo. A seguito dei disagi per le scosse di terremotoTrenitalia ha fatto sapere sono previsti rimborsi in caso di ritardo.

Perché riserva? Perché i rimborsi sono parziali (se il treno regionale ha avuto un ritardo sotto le due ore si ha diritto solo al 25% del rimborso!) e piuttosto poveri. C'è di buono che chi ha dovuto rinunciare al viaggio sui treni a media e lunga percorrenza di Trenitalia ha diritto al rimborso integrale del biglietto. 

Quindi top ma lo diciamo sottovoce: semplicemente un atto dovuto che speriamo venga elargito a chi ne ha diritto senza complicazioni.

 

FLOP - Regione Puglia

Si parla di “taglio sconsiderato del servizio ferroviario che isolerà letteralmente il Gargano nord". Secondo quanto detto, in Puglia non ci saranno più treni nella fascia serale per collegare i comuni del territorio nell'area del Gargano.

Andranno incontro, quindi, ad un "bel" taglio le corse delle "Ferrovie del Gargano" nel 2020. Un caso che, secondo fonti di opposizione politica (quindi da prendere con le pinze, anche se stavolta ci sembrano verosimili) rischia letteralmente di isolare un territorio, sottoutilizzando una ferrovia che già c'è e che rischia di assomigliare sempre più ad un ramo secco. Il tutto, nonostante recenti aggiornamenti in termini di materiale rotabile (leggi: i nuovi Flirt).

Quindi, alle porte del 2020, siamo ancora a parlare di queste cose: tagliare corse ferroviarie su linee già costruite, disincentivando ancora di più l'utilizzo del treno invece di auto. Flop!

Nella speranza che quanto ventilato dalla politica locale sul Gargano sia meno grave di quanto appaia in questo momento.

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