In una interessante intervista rilasciata ad Alexandru Rares Cenusa di Agenzia Stampa ItaliaLuca Scateni, responsabile infrastrutture della CDU di Arezzo, fa il punto su quello che dovrebbe essere lo stato dell’arte del vettore su ferro in materia di traffico passeggeri nel centro Italia.

Secondo Scateni "La nuova dirigenza (di Ferrovie dello Stato, ndr) ha dimostrato un rinnovato interesse per l’utenza dei treni regionali, finalmente ponendo anche un freno a quello che fino a poco tempo fa era un allarmante crescita del trasporto su gomma in seno allo stesso gruppo Ferrovie dello Stato".

"Tuttavia la visione dell’allora AD del Gruppo, l’ing. Moretti, cioè quella di una Italia collegata ad Alta Velocità, è anch’essa indispensabile. L’errore del passato, cioè di averla ritenuta più importante, o di aver addirittura tentato di spostare i flussi regionali, e a lunga distanza sulla gomma, appartengono appunto al passato".

Questo si riflette indirettamente sul nodo di Firenze, una questione piuttosto annosa. Dice Scateni: "Una nuova stazione Alta Velocità a Firenze è chiaramente una opportunità sia per l’utenza dell’Alta Velocità che per quella dei regionali, e anche per quella dei treni Intercity". 

"Se oggi abbiamo una stazione di testa sfruttata al massimo, dove i treni devono percorrere gli stessi binari per entrarvi, e, a ritroso, per uscirne, con una stazione passante eliminiamo di colpo tutto il traffico Alta Velocità, che verrebbe instradato nella stazione sotterranea passante. 
Questo avrebbe due immediati benefici. Il primo che ovviamente sarebbero disponibili nuove tracce per collegamenti regionali. Il secondo, ben più immediato ed importante, è che questo consentirebbe una netta contrazione della famigerata pratica dell’ “inchino”. Non percorrendo più gli stessi binari, i treni Alta Velocità ed i Regionali non interferirebbero più tra loro".

Scateni affronta poi il discorso sui regionali da 200 km/h. La "pacchia" di utilizzare in Toscana i treni regionali umbri potrebbe infatti venire meno col cambio di giunta regionale.

"Ovviamente gli umbri devono fare i loro interessi, così come noi dobbiamo curare gli interessi dei nostri concittadini toscani. Quindi bisogna essere preparati. Quando l’Umbria chiuderà i “rubinetti” dei suoi treni regionali, pagati con i soldi dei suoi cittadini, noi dovremo essere pronti non alle barricate, ma con nuovi treni sulle stesse tracce orarie da attestare a Chiusi o Arezzo".

L'intervista completa è disponibile cliccando qui

Orario estivo Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia