La cifra è altissima, ma è pur vero che così la situazione è insostenibile.

Secondo l’assessore ai trasporti della regione Umbria, Enrico Melasecche, per poter rivedere i treni sulla Terni - Perugia Ponte San Giovanni “occorrono 260 milioni di euro perché possa tornare in auge apportando le tecnologie moderne. Ne basterebbero 66 milioni per la mera riapertura” anche se questo significherebbe una velocità ridotta e nessun upgrade in grado di permettere di ridurre i tempi di percorrenza.

“Nei prossimi incontri con il ministro Paola De Micheli cercheremo di puntare alla cifra massima necessaria da reinvestire nell’infrastruttura”, altrimenti si procederà con la seconda opzione che vedrà la ferrovia comunque riaprire dopo oltre due anni di degrado e di abbandono agli agenti atmosferici e ai vandali.

In questo momento la linea vede 52 km su 153 funzionanti e percorribili, ma tra questi non c'è il tratto Terni-Perugia, una mancanza paradossale visto che si parla dell’unico troncone di interesse nazionale dismesso dal settembre 2017.

“I sessanta milioni che erano disponibili – afferma Melasecche – sono stati poi investiti sulla Città di Castello-Perugia” e quindi ora si va con i bus sostitutivi in attesa di novità.

L’assessore ha poi specificato: “Il frammento tra Sansepolcro e Città di Castello va rifatto mentre quello successivo verso il capoluogo di regione ha il problema della velocità dei convogli, davvero ridicola. Abbiamo sollecitato il Governo per i nove milioni da investire per portare a 70 km orari la media oraria e dimezzare i tempi”.

È un passo in avanti, ma la sensazione è che la strada da percorrere sia ancora terribilmente lunga e piena di ostacoli.

Orario estivo Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia