Il giorno dopo il blocco della ferrovia Roma Termini - Giardinetti è tutti contro tutti.

Secondo quanto scrive Il Messaggero, l'episodio di ieri, con 37 macchinisti assenti su 43, sarebbe stato un sciopero bianco dovuto al ridimensionamento di stipendio causato da una eventuale trasformazione della ferrovia in tramvia, con il passaggio da 2mila a 1.500-1.600 euro al mese.

Il tutto anche se in realtà il rischio di perdere soldi in busta paga o di perdere il lavoro non sembra davvero mai esistito visto che la società dei trasporti ha già fatto capire agli interessati di volerli riconvertire a macchinisti della metro. Secondo il quotidiano romano ci sarebbe addirittura già un accordo che prevedrebbe a stretto giro il trasferimento dei primi sette addetti, ma a quanto pare non sarebbe bastato.

Per quanto riguarda i macchinisti dovrebbe tutto risolversi senza conseguenze. Del resto, come fa notare Il Messaggero, tutti avevano attestati per non venire al lavoro: in 13 avevano il certificato medico, altri 15 avevano un referto del dottore in cui si parlava della malattia dei figli piccoli mentre altri 6 hanno sfruttato il congedo della legge 104 con ulteriori tre che erano assenti per la «donazione del sangue».

La municipalizzata dei trasporti sta ancora finendo le proprie indagini, ma dai riscontri che si avevano ieri sera, gli assenti avrebbero tutti una giustificazione.

Sull'argomento è intervenuto anche l'assessore alla Mobilità di Roma, Pietro Calabrese: «se 37 dipendenti su 48 si assentano, il problema è serio e non può essere solo una responsabilità dei lavoratori». Insomma, per l'assessore del Campidoglio, la colpa non va data agli assenti in massa, non soltanto almeno.

Parole che sono suonate come una beffa per i cittadini romani costretti ad arrangiarsi, senza preavviso. Calabrese, «scusandosi con i romani», ha poi detto che «i lavoratori della Termini- Centocelle avranno la qualifica da macchinisti metro, Atac ha assicurato che saranno garantiti tutti i livelli occupazionali, non c'è alcun presupposto di un nuovo blocco». Insomma, oggi la ferrovia dovrebbe tornare al servizio regolare ma il Codacons ha annunciato che presenterà un esposto per interruzione di pubblico servizio, chiedendo ai magistrati di indagare sul blocco della tratta.

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