Ieri, la senatrice Rossella Accoto ha incontrato l’Ad di RFI, Maurizio Gentile, insieme al presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, sen. Mauro Coltorti, per confrontarsi sul futuro della linea ferroviaria Fano-Urbino.

Lo scorso anno, grazie all'impegno della senatrice Accoto, è stato inserito un milione di euro nell'aggiornamento al contratto di programma MIT-RFI per elaborare uno studio di fattibilità del ripristino della linea a fini turistici. “Per la prima volta dopo più di trent'anni, si è fatto un passo reale e concreto verso la riattivazione di questa preziosa infrastruttura”, dichiara la senatrice.

“La Regione Marche – prosegue – invece di attivarsi per utilizzare quei fondi, ha stabilito che sullo stesso sedime ferroviario dovrà essere realizzata una pista ciclabile fino a Tavernelle. Il percorso non si sovrapporrà ai binari, grazie all'intervento di RFI, ma correrebbe ad un metro e mezzo di distanza, all'interno di quella che è comunque un’area di pertinenza delle ferrovie.

Inoltre, in corrispondenza dei numerosi ponti e gallerie, la pista dovrebbe individuare percorsi alternativi ex novo aumentando i costi. La soluzione non sarebbe sostenibile né dal punto di vista della sicurezza, né dal punto di vista economico vista l’entità degli espropri necessari qualora la Regione decidesse di proseguire in questo scellerato progetto. Inoltre, nel momento in cui lo studio di fattibilità confermasse la possibilità di riattivazione della ferrovia, è evidente che la ciclabile dovrebbe essere spostata, comportando uno spreco di risorse per un ammontare di 4,5 milioni”.

“In questi anni – conclude la senatrice – il Partito Democratico ci ha abituati a sperperi di denaro pubblico, come recentemente evidenziato dalle indagini della magistratura su Aerdorica. Tuttavia, sulla Fano-Urbino la Regione può ancora ripensarci: un progetto elaborato già da tempo dall'associazione Ferrovia Valle Metauro ha dimostrato che è possibile individuare per la ciclabile un percorso alternativo che valorizzi davvero l'attrattività turistica e l’indotto, senza richiedere costi eccessivi. Il tempo però stringe: se la Regione non vuole buttare via 4 milioni e mezzo di euro, deve dimostrare subito, con i fatti, di essere davvero interessata a un sistema integrato di mobilità sostenibile che tenga insieme il trasporto su ferro e la bicicletta”.

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