Verona con il proprio interporto “Quadrante Europa” si trova geograficamente all’intersezione tra i corridoi Scandinavo-Mediterraneo (Asse del Brennero) e Mediterraneo (Asse Est-Ovest).

Tale localizzazione geografica ne fa uno snodo fondamentale per il traffico merci ferroviario sulla direttrice Nord-Sud attraverso il transito del Brennero, il passaggio alpino attraverso cui passa la maggior parte delle importazioni/esportazioni italiane.

Oggi oltre il 70% delle merci transita attraverso i valichi alpini, ed il Brennero è indubbiamente il primo di essi, con oltre 47 milioni di tonnellate di merce sugli oltre 160 milioni annui. Lo sbilanciamento a favore della strada è evidente, con 33,5 milioni di merce trasportata su gomma (71%) e 13,4 milioni su ferro (29%).

L’Interporto “Quadrante Europa” è un nodo fondamentale dei collegamenti Est-Ovest lungo il Corridoio Mediterraneo, asse potenziale di sviluppo dei traffici delle imprese italiane che esportano nell’Est Europa. Non solo: il nodo intermodale scaligero si conferma come nodo “Nord Europeo” dato che più dell’80% dei traffici proviene e riparte per le destinazioni del Nord Europa, transitando per il valico del Brennero. Una particolare menzione merita il mercato domestico che è cresciuto nel 2019, dimostrando la forte spinta che stanno dando gli operatori nazionali del settore verso il traffico intermodale.
Si confermano anche nel 2019 le 9 imprese ferroviarie operanti nell’interporto “Quadrante Europa” che hanno acquisito 194 tracce ferroviarie su base settimanale.

Nel 2019 all’Interporto “Quadrante Europa” di Verona sono transitate circa 28 milioni di tonnellate di merci, di cui ben 8 milioni via treno, la maggior parte dei quali intermodali. Sono stati lavorati quasi 16.000 treni (15.950 treni), una media di 53 treni/giorno, che hanno sviluppato un traffico che fanno del “Quadrante Europa” il primo interporto italiano.

La crisi del traffico di “treni auto” partita nel 2018, ha amplificato i suoi effetti nel settore, nell’anno 2019. Invece, come sempre la parte preponderante del traffico ferroviario del “Quadrante Europa” è interpretata dal traffico combinato(semirimorchi/casse mobili/cisterne), segno che l’Interporto “Quadrante Europa” risponde con efficienza e qualità nella gestione dei servizi utili allo sviluppo di questa modalità di trasporto delle merci.
Il traffico combinato rappresenta il core business per il “Quadrante Europa” insieme alla conferma dell’alta specializzazione di questa tipologia di traffico ferroviario delle merci. Questo valore nel 2019 è rappresentato dal record storico assoluto di oltre 14.100 treni.

L’interporto “Quadrante Europa” opera prevedendo scenari di sviluppo futuro del settore del trasporto ferroviario e intermodale. «Siamo consci di quello che potrà succedere tra qualche anno soprattutto con i potenziamenti infrastrutturali ferroviari e l’apertura del tunnel di base del Brennero e delle tratte di accesso a Sud, da Fortezza fino a Verona – afferma il presidente della società, Matteo Gasparato – e riteniamo di affrontare i temi “intermodalità” e “sostenibilità” in un’ottica integrata con le migliori tecnologie informatiche come indispensabili strumenti di programmazione e gestione delle risorse (binari, piazzali, locomotori, gru…).
Non ci limitiamo quindi a gestire la quotidianità “subendo” il traffico ma adottiamo un approccio “proattivo” guardando alla pianificazione nazionale delle infrastrutture ed inserendoci in questo percorso al fine di promuovere la massima sostenibilità del trasporto merci e promuovendo in prima persona nuovi servizi merci».

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Verona è pronta a giocare un ruolo da leader tra i terminal intermodali europei (e lo dimostrano i numeri attuali e le previsioni future) e lo intende fare in pieno accordo con la Commissione europea, il ministero e le istituzioni veronesi, cercando anche di attrarre i finanziamenti necessari per la realizzazione dei programmi di investimento.

La strategia dell’Interporto “Quadrante Europa” è aspirare ad essere il punto nodale dei porti marittimi italiani, raccogliendo merci da quest’ultimi e distribuendole in tutta Europa e viceversa. Tutto ciò puntando sull’idea che un interporto non può ragionare come infrastruttura a sé stante, ma insieme al sistema dei trasporti locale e nazionale, ai porti, e alla rete ferroviaria: la sinergia e l’integrazione tra porti ed interporti può essere elemento di sviluppo futuro per tutti, portando i porti italiani a servire mercati sino ad oggi mai approcciati ed inserendo gli interporti in catene logistico-intermodali globali che sino ad oggi non li avevano minimamente coinvolti, il tutto via ferrovia, in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità del trasporto.

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