Il consigliere della Provincia Autonoma di Trento, Filippo Degasperi, pone l'accento su cinque elettromotrici della Trento-Malè, recentemente riqualificate, che però non sarebbero ancora state utilizzate, rimanendo in stato di abbandono.

Già nel 2011, ricorda il consigliere parlando a Il Dolomiti, erano state chieste spiegazioni a proposito del ritiro di cinque elettromotrici con una capacità di circa 30 posti a sedere: si scoprì in seguito che le stesse erano state sottoposte a lavori di ammodernamento per eliminare qualsiasi traccia di amianto residuo, peraltro dopo che negli anni precedenti erano state oggetto di un primo intervento di risanamento.
A tal proposito, Degasperi intervenne una seconda volta per chiedere conto del ritardo sul termine di consegna delle macchine interessate, soprattutto in considerazione del cospicuo investimento di circa 1,2 milioni di euro che l’ammodernamento aveva comportato.

Dalle risposte ricevute, si era venuti a conoscenza del fatto che, una volta terminati i lavori di rinnovamento, le cinque motrici sarebbero state destinate per il servizio viaggiatori e per servizi turistici di trasporto biciclette e sciatori, in special modo nella tratta da Cles a Marilleva.

Fra le altre cose si prometteva che le macchine ammodernate sarebbero state “utilizzate in futuro sia come scorta dei mezzi ordinari in occasione di loro fermi per manutenzioni prolungate, sia per l'effettuazione di particolari servizi di interesse turistico, oggetto di un programma per la valorizzazione turistica della linea”, questo almeno quanto si evince da precedenti interrogazioni.

“Alla data odierna permane il dubbio sulla loro destinazione d’uso – accusa Degasperi – soprattutto perché risulterebbe da diverse testimonianze raccolte nel tempo che alcuni di questi elettrotreni sono sempre stati fermi in parcheggi lungo la linea ferroviaria in uno stato di abbandono”. Alla luce di queste considerazioni è stata deposita un’interrogazione per sapere quante, delle cinque elettromotrici, sono tornate in servizio e quale sia la loro eventuale destinazione d’uso.

Se i dubbi del consigliere provinciali fossero confermati la Provincia Autonomia di Trento sarà chiamata a spiegare perché i mezzi siano rimasti fermi per tutto questo tempo e soprattutto si dovrebbe giustificare un importante investimento, di circa 1,2 milioni, al fronte di un utilizzo pressoché nullo.

Foto per gentile concessione di Photorail.it

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