Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

Top: Rail Cargo Carrier Italy

Hanno avuto l'onere (e l'onore) di portare dall'Austria uno dei treni più pesanti di sempre: RCCI era titolare del treno di 24 carri cisterna a pieno carico partiti il 14 gennaio dal grande scalo di smistamento di Villach South per Trento Roncafort, con un carico totale di 2.200 tonnellate.

Un risultato arrivato dopo diverse prove di frenata sulla linea Ugovizza-Carnia, con anche prove di avvicinamento su pendenze superiori al sette per mille. Entrambi i limiti sono stati superati positivamente con diverse centinaia di tonnellate. Le telecamere hanno controllato l'accelerazione e il comportamento delle ruote. Le varie condizioni meteorologiche sono state simulate innaffiando le rotaie.

Per le discese Ugovizza-Carnia e Tarvisio-Udine, è stata registrata la pressione principale del tubo dell'aria con un manometro con data logger per dimostrare la conformità alle norme sul metodo a dente di sega da utilizzare. Interessante è stata anche l’analisi sullo stress termico e la possibilità di evitare l'esaurimento dei freni se il freno elettrico dell'unità di trazione non è sufficiente.

Visto che le prove in salita e discesa sono andate bene, adesso inizieranno i servizi regolari con carichi fino a 2.200 tonnellate.

Un passo in avanti per quanto riguarda il trasporto ferroviario in Italia, che seppur lontano dagli standard americani (dove i treni sono lunghi svariati chilometri e pesanti migliaia di tonnellate), trova con questi nuove possibilità di carico uno splendido risultato di efficienza. Complimenti a Rail Cargo Carrier Italy per il primato.

Flop: Regione Sardegna

Anni di incuria e di disinteresse hanno portato a questo: lo scartamento ridotto sardo sparisce (neppure troppo) piano piano, pronto a diventare parte dell'oblio. Questa volta, per salvare lo storico street running di Palau Marina è sceso in campo anche l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti, oggi alla guida di Assoferr.

Pivetti ha inviato una lettera al sindaco di Palau Francesco Giuseppe Manna e per conoscenza al presidente della Regione Christian Solinas e al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, per chiedere che "questo nostro grido di allarme non resti inascoltato".

"All'atto barbaro di abbandono di un pezzo del Patrimonio storico del nostro Paese - scrive la presidente di Assoferr - cui la gestione commissariale di Arst si è potuta solo temporaneamente opporre, segue ora l'atto ancor più sorprendente di rimozione di interi tratti di binari che cancella la speranza diventata legge (128/2017 votata all'unanimità dall'intero Parlamento Italiano) di ripristinare al più presto e senza indugi ulteriori l'intera linea del cosiddetto Trenino Verde.

Vogliamo con tutte le forze credere che il Comune intraprenderà ogni azione possibile di rilancio di questa potenzialmente importante risorsa turistica e culturale che lega la costa dell'Isola ai territori interni. Il mondo guarda a come l'Italia tratta il proprio Patrimonio. Anche nelle sperdute valli canadesi, gli ex trenini dei minatori diventano la principale attrazione turistica di intere e immense aree verdi raccogliendo centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

La Sardegna, nella sua infinita bellezza naturalistica, deve poter contare su risorse di questo tipo, resistendo alle lusinghe di altro tipo che antepongono gli interessi privati a quelli pubblici. Fare la cosa giusta non solo si può - conclude Pivetti - ma può regalare a Palau una meravigliosa rinascita culturale e turistica intorno al trenino storico".

Quanto scritto da Pivetti ci vede perfettamente d'accordo, anche se temiamo che i giochi siano ormai fatti per questa piccola parte di Sardegna. La riteniamo una bruttura senza pari, visto che (oltre che i soldi) sembra sia mancata in tutti questi anni la semplice sensibilità di capire il capitale culturale e storico dello scartamento ridotto regionale.

Un vero peccato, flop.

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