È stato il caos ieri sui binari italiani a causa dell'allarme Coronavirus.

Il traffico della linea convenzionale Milano-Bologna fra Lodi e Piacenza è stato sospeso dalle 13.30 per controlli sanitari e attività precauzionali di sanificazione dei locali tecnici nella stazione di Casalpusterlengo, nella zona rossa dell'emergenza, dai quali si gestisce una parte del traffico della linea.

I servizi sono stati riprogrammati e i treni in viaggio, complice anche l'indisponibilità della tratta AV per l'incidente di Lodi, hanno subito ritardi anche di diverse centinaia di minuti. Il tabellone di Milano Centrale, ieri sera alle 21 era a dir poco eloquente.

Su tutti il Frecciarossa 9532 da Napoli veniva dato con 490 minuti di ritardo seguito dal 9528 da Taranto con 430. Ritardo monstre anche per il Frecciarossa 9626 da Roma che di minuti ne ha presi 400 e poco fuori da questo non invidiabile podio è finito anche un Italo, il 9928 da Napoli con 350 minuti di ritardo.

300 o più minuti di ritardo anche per l'Italo 8937 da Torino Porta Nuova, per il Frecciarossa 9636 da Roma ma anche per il 9634 e il 9540 da Napoli.

Più contenuti ma sempre enormi i ritardi per cinque Italo e un Frecciarossa arrivati con oltre 200 minuti mentre erano solo due nella prima schermata del tabellone di Milano Centrale di ieri sera i convogli con ritardi entro i 190 minuti.

Una vera e propria apocalisse sui binari che ha messo insieme il blocco parziale della linea AV per il ripristino dopo l'incidente di Lodi al problema derivato dal virus che ha letteralmente messo in ginocchio l'Italia ferroviaria al nord.

"Considerata la possibilità del verificarsi di analoghe esigenze di controlli sanitari", si è affrettata a scrivere RFI, "in via precauzionale, l'offerta dei servizi di trasporto da domani (oggi ndr), martedì 25 febbraio, sarà ridotta, anche in funzione della domanda di trasporto prevista dalle imprese ferroviarie. I programmi di circolazione saranno pubblicati nelle prossime ore sui canali delle imprese ferroviarie".

Una decisione che non è piaciuta a Italo: "La decisione di RFI arreca un grave danno ai cittadini e ai passeggeri che non potranno ricevere il servizio adeguato alle loro esigenze, in una situazione già gravemente  impattata dagli effetti della chiusura dell'alta velocità in seguito all'incidente del 6 febbraio", si legge in una nota.

E ancora: "Con questa scelta precauzionale si arrecano danni certi a tutti a fronte di rischi ipotetici. In un momento come questo bisogna garantire la regolarità dei servizi di pubblica utilità e Italo è pronta, pur essendo privata, a fare la sua parte e le viene impedito da scelte prese da altri che non le permettono di svolgere il proprio ruolo.
Sarebbe invece fondamentale conoscere quando sarà riattivata integralmente l'alta velocità al fine di consentire un servizio regolare per i cittadini".

A stretto giro la risposta di RFI. Le affermazioni di Italo nei confronti di RFI "destano estremo stupore". "Nel pomeriggio (RFI ndr) ha incontrato i rappresentanti delle imprese ferroviarie, tra cui Italo-Ntv, per definire l'offerta per i servizi di trasporto ferroviario di domani, in relazione ai viaggiatori previsti a bordo dalle stesse imprese".

Dopo aver proposto una riduzione dell'offerta commerciale ed ascoltate le esigenze delle varie imprese ferroviarie, RFI "con pieno spirito collaborativo è andata incontro alle loro richieste e, nello specifico, per Italo-Ntv ha risposto positivamente alla richiesta di confermare l'intera offerta prevista per domani". RFI non comprende, pertanto, "l'ingiustificato attacco di Italo-Ntv, anche perché assolutamente non coerente con l'andamento della riunione e con le decisioni prese".

Rete Ferroviaria Italiana ricorda quanto sia "importante, in momenti come questi, la piena e fattiva collaborazione tra tutti gli attori, in un'ottica di sistema paese".

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