Sono sei i milioni di euro oggetto di una nuova convenzione tra Regione, RFI e Ministero dei Trasporti che serviranno per il potenziamento e l’adeguamento di un tratto della ex Fcu.

Nel 2017 il Cipe aveva stanziato 51 milioni di euro per l’ex Ferrovia centrale umbra e il finanziamento è stato oggetto di una convenzione alla quale ora viene aggiunto un addendum. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 infatti il Cipe con altre due delibere aveva messo a disposizione altri sei milioni, poi la pratica è rimasta ferma e ora per utilizzare queste risorse serve un nuovo atto.

Tutto, secondo gli impegni, dovrà essere terminato entro il 31 dicembre 2021 altrimenti i sei milioni saranno revocati. Il finanziamento sarà utilizzato per la tratta di 8 chilometri, Umbertide-Ponte Felcino. Previsti lavori di ammodernamento come la sostituzione di rotaie e traversine, una nuova massicciata e altri interventi come la regimentazione delle acque e la pulizia di fossi e cunette.

Questi sei milioni aggiuntivi rappresentano però solo una piccola parte di quanto sarebbe necessario per la ex Fcu.

La Regione ha inviato al Ministero dei Trasporti una lista della spesa da oltre 300 milioni: 240 solo per il tratto tra i due capoluoghi di provincia, 46,5 quello tra Sansepolcro e Città di Castello e altri 46 per la velocizzazione della tratta Perugia-Città di Castello. A inizio febbraio la Regione ha incontrato il Ministero ma il governo ha fatto chiaramente capire che risorse non ce ne sono: per tutto il Centro-Nord del paese, come ha spiegato giorni fa l’assessore Melasecche rispondendo a un’interrogazione in consiglio regionale, ci sono 260 milioni che non basterebbero neppure per la sola ex Fcu.

Intanto i sindacati, tornano a richiamare l’attenzione sui tagli alle corse dei bus sulle quali stanno lavorando Regione e Comuni. In una nota Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Orsa ricordano che «il tempo stringe e i tagli si avvicinano», accusando l’attuale giunta di non volersi più far carico – a differenza di quanto accadeva in passato – di una fetta dei costi del tpl: «Ridurre le risorse destinate al settore dei trasporti – dicono i sindacati – riducendo le corse oggi destinate a turisti, studenti provenienti da tutta Italia e cittadini umbri, vuol dire fare semplicemente cassa, lasciando a piedi centinaia di lavoratori che non sapranno più come arrivare sul posto di lavoro».

La preoccupazione riguarda anche la ex Fcu e in particolare il possibile taglio di 400 mila euro al servizio sostitutivo oggi garantito dai bus.

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