Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

 

TOP - Carri ultrasilenziosi tedeschi

Mentre in Italia (e in tanti altri paesi) si elevano altissimi chilometri e chilometri di nuove barriere anti-rumore, in Germania il problema lo si affronta alla base, con i carri silenziosi

Entro la fine del 2020, infatti, l'intera flotta di carri merci di Deutsche Bahn che attraverserà la Germania sarà dotata di moderne suole composite, note come "Flüsterbremsen (freni a sussurro)". 
“Più trasporto di merci - meno rumore, non è una contraddizione in termini. I freni silenziosi assicurano più pace e tranquillità lungo le linee ferroviarie. 58.000 carri hanno già subito la modifica e rappresentano il 90% della flotta. Ora stiamo facendo lo sprint finale in modo che coloro che risiedono lungo la ferrovia possano presto dormire meglio” hanno detto i vertici di DB Cargo.

L'azienda d'altronde ha investito 200 milioni di euro per la conversione della quasi totalità dei carri di sua proprietà. Un gran bel passo in avanti per un paese, la Germania, che non può permettersi di rimanere senza vettori merci su ferro efficienti.

All'orecchio, i "nuovi" carri garantiscono una percezione del rumore di transiti e frenate quasi dimezzata rispetto ai normali carri. Che dire, chapeau! Lo diciamo sottovoce, ma è un top.

FLOP - ANSFISA

Il classico pasticcio all'italiana. Partiamo con una quindicina di treni Rock per il trasporto regionale, peraltro già pagati (9 milioni a treno) bloccati anche a causa di una struttura, la ex Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF) di Firenze, sostanzialmente immobilizzata a causa di un pasticcio normativo.

La questione è iniziata nel 2018, con la creazione di ANSFISA, l’Agenzia nazionale della sicurezza stradale, delle infrastrutture e delle ferrovie, fotremente voluta dall'ex Ministro Toninelli, che doveva assorbire le competenze dell’agenzia fiorentina e occuparsi anche di strade e infrastrutture.

Diversi mesi dopo però, sono in tanti a sostenere il flop dell'operazione. Sostanzialmente, la ex ANSF di Firenze sembra smarrita, senza indirizzi precisi e obiettivi da raggiungere, depauperata di alcune professionalità destinate al settore stradale. In particolare il collaudo del nuovo materiale rotabile è in forte ritardo.

Ecco quindi che una quindicina di nuovi treni Rock per il trasporto regionale, consegnati a Trenitalia e da questa girati alle Regioni (circa 9 milioni di euro a treno), non possono circolare perché l’agenzia non è riuscita ancora, per ragioni organizzative e di personale, ad effettuare il collaudo.

La domanda sorge dunque spontanea: perché si è andati a modificare una realtà come ANSF, che funzionava molto bene, così profondamente? Intanto, l'intera operazione per noi è un grande flop!

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