Gli amministratori delegati di Rete Ferroviaria Italiana e ANAS potrebbero avere poteri speciali per realizzare le opere già previste dai rispettivi contratti di programma.

In sostanza a Maurizio Gentile e Massimo Simonini verrebbe data la possibilità di svolgere l’incarico di commissari straordinari, secondo l'idea che era già stata annunciata dal viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Giancarlo Cancelleri per risollevare il nostro Pil messo a dura prova dalla crisi Coronavirus.

L'indiscrezione viene riportata da Libero  e rilanciata da Il Giornale secondo il quale Gentile e Simonini verrebbero trasformati in commissari straordinari con un incarico di tre anni, prorogabile per altri due. L’obiettivo sarebbe quello di mettere in cantiere nuove opere nel giro di breve tempo, secondo quanto previsto dai tecnici del ministero.

Ai due si vorrebbe affidare l’esecuzione degli appalti relativi ai contratti di programma RFI 2017-2021 e ANAS 2016-2020. Cancelleri aveva spiegato che “si tratta di infrastrutture stradali e ferroviaria già interamente finanziate. La cifra da sbloccare è 109 miliardi di euro”, avanzando l'ipotesi di dare questi incarichi a Simonini e Gentile per evitare polemiche sulle nomine.

Come riporta sempre Libero, ogni commissario potrebbe designare con apposito decreto una struttura di 40 persone composte da un dirigente generale, cinque dirigenti e il resto sarebbero dipendenti.

Simonini e Gentile avrebbero la possibilità di scegliere anche da altri enti dello Stato, sia società dirette sia partecipate. Tra gli 80 soggetti totali previsti per ANAS e RFI, i due amministratori delegati potrebbero poi nominare vari sub commissari e responsabili dei singoli cantieri.

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