In un momento complicato per l’Azienda e per il Paese, EAV, la cui attività rientra tra quelle produttive essenziali per le quali non è prevista sospensione, ha deciso di stipulare una polizza Coronavirus per tutti i suoi lavoratori.

Attivata su richiesta delle organizzazioni sindacali e sulla scia di quanto stanno facendo altre aziende locali e nazionali del settore, la polizza sottoscritta da EAV prevede, tuttavia, coperture più ampie rispetto a quelle previste dal prodotto standard proposto al settore da molte compagnie.

Oltre alle diarie da ricovero, alla base di quasi tutte le polizze di questo tipo, la copertura assicurativa attivata da EAV prevede, infatti, l’erogazione di un’indennità forfettaria nel caso di risultato positivo degli accertamenti relativi alla presenza delle sindromi influenzali di natura pandemica che comporti quarantena obbligatoria imposta dall’Autorità Sanitaria competente.

Si tratta di una scelta, a favore dei lavoratori, dettata soprattutto dall’analisi del contagio che si sta registrando in Regione Campania: un contagio che comporta, per la maggior parte dei malati, una degenza domiciliare piuttosto che ospedaliera; degenza domiciliare per la quale, una polizza standard, non avrebbe previsto alcuna indennità.

A fronte di questo, tuttavia, la società deve fare i conti con le perdite d'incasso per la mancata circolazione delle persone.

Scrive il Presidente di EAV Umberto de Gregorio: "La crisi Coronavirus determina in EAV perdite di incasso di circa 3 milioni di euro al mese. Stiamo studiando come tenere i conti in equilibrio, perché il compito di un amministratore è avere sempre la copertura delle spese". I numeri postati da de Gregorio, infatti, parlano chiaro: "465 euro il 22 marzo. Mediamente mille euro al giorno. Quindi zero!".

Conclude de Gregorio: "Abbiamo domani (oggi ndr) un call con le organizzazioni sindacali per varare gli ammortizzatori sociali disponibili per affrontare la crisi scaturita dalla emergenza Coronavirus. È un atto dovuto. Abbiamo il dovere di affrontare la dura realtà ma anche di proteggere in ogni modo i lavoratori del trasporto pubblico, esposti in prima linea subito dopo il personale della sanità. Siamo passati in un attimo dal programmare nuove assunzioni a parlare di ammortizzatori sociali. Sono sicuro che riprenderemo presto il cammino interrotto".

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