L’Ad di FS, Gianfranco Battisti, spiega in un’intervista a “Il Sole 24 Ore” come in concreto intende accelerare le gare per 20 miliardi di investimenti che ha promesso nella missiva al presidente del Consiglio Conte.

“L’approvazione rapidissima, per legge, degli aggiornamenti dei contratti di programma di RFI e Anas consentirà di accelerare opere per 58 miliardi entro il 2023, la nomina degli amministratori delegati delle due società Gentile e Simonini a commissari straordinari pro tempore garantirà una procedura di approvazione più veloce per una quindicina di opere sul modello della Napoli-Bari, avvieremo con procedura accelerata e digitalizzata un totale di gare entro la fine del 2020 per i 4,5 miliardi di RFI e per 6 miliardi di Anas: così, con la collaborazione del governo, noi pensiamo di accelerare i nostri investimenti, favorire il rilancio dell'economia italiana e salvare il lavoro”.

“Dobbiamo porre subito le basi per ripartire quando potremo allentare i vincoli di oggi, sfruttando queste settimane di rallentamento per rivedere tutti i progetti anche sotto il profilo del rischio sanitario”, dice, dopo essersi lasciato alle spalle un bilancio record per il 2019 e ben consapevole di avere davanti, con il Coronavirus, “un cambiamento radicale dei modelli della mobilità che negli ultimi anni aveva premiato il treno e ora tornerà a favorire l’auto”.

Una battaglia che rischia di compromettere i risultati ottenuti negli ultimi dieci anni del Gruppo FS e che Battisti combatterà nei prossimi mesi con la consapevolezza “che nuovi protocolli di comportamento sociale dovranno essere impostati dopo l’emergenza di queste settimane e noi dovremo affrontarli con soluzioni innovative per ridurre la paura del viaggio, aumentare i livelli di sicurezza, proporre una nuova esperienza dello spostamento: useremo termoscanner alle stazioni, già installati oggi ma che saranno presenti ancora a lungo in futuro, regolamenteremo l’accesso ai treni tramite file come fanno già oggi i cinesi, faremo una revisione totale delle carrozze che abbiamo già cominciato con i costruttori dei treni sia per l'Alta Velocità che per i pendolari, con l'obiettivo di favorire il distanziamento fra i passeggeri”.

“D’altra parte - aggiunge - la battaglia per FS è già cominciata se si guarda alle riduzioni di traffico per l’80 per cento che abbiamo attuato in linea con le direttive del ministero dei trasporti: 85 per cento nel trasporto regionale, 70 per cento nel servizio universale e 82 nell'Alta Velocità e nei servizi di mercato”.

Un colpo durissimo non solo alle tendenze espansive del treno negli ultimi anni, ma anche al conto economico del Gruppo FS “per cui inevitabilmente chiederemo compensazioni al governo insieme all'accelerazione degli investimenti”. Anche perché le FS “stanno sostenendo lo sforzo del Paese in questo momento drammatico con l’aumento del 10 per cento del trasporto nelle filiere dei farmaci e dell'alimentare, che non compensano il - 20 del trasporto nel resto del manifatturiero, a partire dall'auto, ma tolgono dalla strada duemila Tir solo per i prodotti alimentari”.

Intanto, all'interno della società, la battaglia al Coronavirus si traduce: “in 500 mila kit per i tamponi per tutti i dipendenti, nuove polizze assicurative per i lavoratori più esposti a rischi e addirittura la riconversione di uno stabilimento di Bologna per produrre mascherine”. Gli investimenti restano però la priorità, il principale tributo che oggi FS può dare al Paese. “Ci renderemo conto presto che la vera priorità per l'Italia sarà salvare il lavoro”, ha concluso Battisti.

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