Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

TOP: Treno ospedale Renfe

Ci ha fatto una certa impressione vedere l'allestimento di un treno AV delle Renfe uscito sui giornali nei giorni scorsi. La compagnia spagnola e Talgo, infatti, continuano a lavorare per preparare treni sanitari (Tren Medicalizado) pronti a trasferire pazienti con Coronavirus tra comunità autonome se il governo imporrà di decongestionare qualsiasi servizio sanitario regionale. 

In Spagna come in Italia, il Governo si sta preparando al peggio. Potrebbe essere solo una precauzione per un'emergenza che si fermerà prima del collasso del sistema, ma è assolutamente bene non rischiare e prepararsi ad affrontare qualsiasi tipo di eventualità.

L'operatore e il produttore ferroviario hanno adattato tre unità Talgo serie 730, che possono circolare su tutte le linee della Spagna e che avranno la capacità di trasportare 18 pazienti e il personale medico necessario in ogni trasferimento. Il lavoro fondamentale consiste nel rimuovere i sedili nelle carrozze per l'installazione di barelle.

Il progetto prevede di circolare con due composizioni di vetture: la parte anteriore non sarebbe occupata mentre quella posteriore è dove i pazienti sarebbero sistemati. Oltre al personale sanitario, sui treni sarebbero presenti due macchinisti (uno che conosce le caratteristiche del treno e un altro della linea specifica percorsa) e anche i meccanici di Renfe.

L'operazione ci sembra efficace, seppur in un contesto tragico e spaventoso e del resto era stata anche anticipata dalle ferrovie Francesi SNCF con dei TGV. La speranza è ovviamente che questi treni rimangano inutilizzati: sarebbe il segno che i contati e i ricoveri si sono, in qualche modo, quantomeno assestati.

Forse sarebbe però anche il caso di prevedere l'esistenza di questi convogli a monte, senza dover correre poi a metterli in piedi. Una volta esistevano anche in Italia i treni ospedale e in più di una circostanza si sono rivelati purtroppo utili.

FLOP: Il dopo

Quale dopo? Il dopo-Coronavirus. Ritornerà tutto come prima? Il non sapere dar una risposta a questa domanda è una delle inquietudine più gigantesche di questo scampolo di secolo. 

Una prima ricostruzione, parziale, l'ha fatta Cesare Paonessa, direttore dell'Agenzia della Mobilità della Regione Piemonte. Lui ha delineato qualche traccia di cosa potrebbe succedere una volta che il picco dei contagi sarà alle spalle. 

"Si dovrà prenotare il posto anche sui treni del trasporto regionale, così come già si fa per i Frecciarossa", ha detto sulle pagine di la Repubblica.

"È una cosa che a livello piemontese si stava già studiando con Trenitalia per migliorare il trasporto. Questa situazione di crisi potrebbe accelerare l'adozione del nuovo sistema". Non solo per i biglietti singoli, a quanto pare, ma anche gli abbonati dovranno optare per una poltrona, occupando di fatto uno spazio che sarà contingentato. Ogni convoglio ospiterà un numero massimo di persone. Ecco perché prenotare, lasciando magari una quota di posti liberi per gli accessi all'ultimo minuto".

Un qualcosa di inconcepibile fino a poco tempo fa, ma che si renderà con ogni probabilità necessario nel futuro prossimo, probabilmente assieme a un drastico aumento dei prezzi dei biglietti dovuti ai minori posti disponibili, ai plexiglass che potrebbero doverci separare dai vicini di posto o alle mascherine che saremmo obbligati a indossare. E chissà cos'altro.

Saremo pronti a questa nuova sfida di mobilità? Saremo pronti a cambiare le nostre abitudini così profondamente? Il Flop va a tutto questo. Ad un "dopo" inevitabile, che spaventa e ci inquieta; un "dopo" a cui però inevitabilmente non potremo sottrarci.

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