Almeno per il momento non ripartiranno i lavori del Terzo Valico sul versante piemontese. Lo scorso 9 aprile infatti, il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha firmato un’ordinanza che proroga lo stop dei cantieri.

Nel frattempo, la Filca – il sindacato che riunisce i lavoratori edili aderenti alla Cisl – comunica che il consorzio Cociv, così come altre aziende affidatarie dei lavori del Terzo Valico, ha avvisato i dipendenti di non rientrare nei cantieri.

“Una decisione che consideriamo prudente e assolutamente condivisibile, anche alla luce di quanto avvenuto in questo periodo nel territorio alessandrino, purtroppo uno dei più martoriati dalla drammatica emergenza coronavirus», dicono i sindacalisti Piero Tarizzo e Massimiliano Campana. Per i rappresentanti dei lavoratori «è fondamentale concordare prima un efficace sistema di tutela dei lavoratori che dovrà essere pienamente operativo al momento della graduale ripresa dell’attività”.

Insieme alle altre organizzazioni sindacali, la Filca, ha già chiesto un confronto con il Cociv per individuare le misure necessarie per la protezione dei lavoratori dal contagio. Alla preoccupazione per la salute si accompagna però quella per l’occupazione.

Tutta l’attività dei cantieri, fatti salvi quelli relativi alla realizzazione e manutenzione di strutture sanitarie e di protezione civile, e alla manutenzione di strade e ferrovie, è stata infatti fermata.

“La gran parte delle aziende nel nostro territorio ha collocato i lavoratori in cassa integrazione e numerosi cantieri si sono fermati – dicono dalla Filca – La ripresa delle attività produttive deve avvenire con prudenza. Serve un confronto tra sindacato, imprese e istituzioni affinché il settore edile si attrezzi a una graduale ripresa delle attività, presumibilmente a partire dal 3 maggio”.

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