È terminato senza accordo l’incontro organizzato dal governo per trovare un accordo sulla realizzazione del collegamento ferroviario tra la stazione del Terminal 2 di Malpensa e la linea Milano-Domodossola all'altezza di Gallarate.

Regione Lombardia spinge per realizzare l’opera, ma Parco del Ticino ed enti locali restano fermamente contrari. In particolare è il tema delle compensazioni a non convincere le realtà territoriali.

Alla conferenza dei servizi, convocata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in seguito al ricorso presentato da Parco del Ticino sul collegamento ferroviario Malpensa Terminal 2Gallarate, erano presenti anche i rappresentanti della Provincia di Varese e di Casorate Sempione, Comune interessato dal progetto per oltre l’80 per cento del tracciato.

Il progetto, presentato da FNM, darebbe a Malpensa un secondo accesso ferroviario, in modo da rendere più diretto e veloce l’accesso in particolare dalla stazione di Milano Centrale. L’opera però avrebbe un enorme impatto sulla vasta zona di boschi e brughiera tra Gallarate, Casorate Sempione e Cardano al Campo.  Motivo per cui il Parco del Ticino aveva presentato ricorso.

Il tentativo di conciliazione si è concluso con una presa d’atto da parte del Ministero che si è riservato di inviare un report della seduta a tutte le parti interessate. “Abbiamo ribadito la nostra posizione”, dice il consigliere del Parco del Ticino, Fabio Signorelli.

“Abbiamo chiesto di poter ridiscutere le modalità di compensazione ambientale derivanti dalla realizzazione della infrastruttura. Così come impostate ad oggi non è garantita l’attuazione e la copertura economica necessaria”.

La distanza tra le parti è enorme ed è rimasta tale, fa sapere al termine della videoconferenza l’assessore all'Urbanistica di Casorate Andrea Tomasini. “Regione Lombardia ha ribadito che per le compensazioni ambientali intendono utilizzare il metodo Strain, lo stesso utilizzato per Expo, noi abbiamo risposto che non è applicabile. Qui parliamo di oltre 4 ettari di verde che verrebbero sottratti dalla ferrovia”.

A Casorate rimangono ora in attesa del report, che verrà inviato al Consiglio dei ministri per i provvedimenti del caso. Ma se l’iter dovesse andare avanti l’amministrazione guidata da Dimitri Cassani ribadisce la volontà di ricorrere al Tar per fermare il progetto su cui, all'unanimità, l’intero consiglio comunale si è espresso in modo contrario.

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