Dal 1° giugno del 1970 la Freccia Orobica ha trasportato migliaia di bergamaschi in vacanza sull’Adriatico.

Quest’anno però, per una serie di concause, un mese di lavori ad agosto, l’emergenza Covid-19 e i dubbi sul turismo, il servizio sarà sospeso e tornerà l’anno prossimo. Proprio nel 2020, la Freccia Orobica ha compiuto 50 anni: il primo viaggio è datato 1° giugno 1970, con tanto di benedizione delle carrozze dell’arcivescovo Clemente Gaddi.
Ma purtroppo il treno non festeggerà le nozze d’oro con i bergamaschi, per una serie di motivi, come detto.

Il primo, tecnico: dal 1° al 31 agosto è previsto un importante intervento di ammodernamento tecnico sulla tratta Suzzara-Ferrara dove verrà installato l’SMCT, ovvero il sistema di controllo marcia treno. Il secondo è piuttosto ovvio: l’emergenza Covid-19. L’orario estivo del servizio regionale dell’Emilia-Romagna gestito da Tper-Trenitalia è ancora in via d’ultimazione, ma difficilmente il collegamento da e per Bergamo troverà posto alla luce della inevitabile riduzione dell’offerta. Sullo sfondo c’è poi la questione del turismo, ancora tutta da definire nelle modalità operative.

Si tratta di un viaggio di almeno 4,5-5 ore, non proprio comodissimo, tanto meno con le regole sul distanziamento in vigore. Con questo quadro complessivo è persino ovvio che quest’estate la Freccia Orobica non sarà sui binari: “Sì, manca solo l’ufficializzazione del nuovo orario estivo, ma la situazione non è favorevole. Proprio no” spiegano da Bologna, confermando di fatto lo stop.

Per i bergamaschi quel treno nemmeno tanto comodo è sempre stato sinonimo d’estate. La Freccia Orobica è stato l’ultimo dei «Treni del mare» inventati dalla FSF, la Ferrovia Suzzara-Ferrara: i primi due partivano da Brescia e Mantova, entrambi diretti a Pesaro. Più avanti il capolinea del secondo è stato portato a Cremona. Sulla tratta bergamasca fin dal 1970 sono state impiegate le ALn 668 di secondo tipo, ribattezzate «Orobiche».

Nel 2002 la società è passata sotto la gestione di FER e nel 2012 a Tper: nel frattempo con l’elettrificazione della linea Suzzara-Ferrara sono entrati in scena treni più moderni, i Vivalto.

L'articolo integrale su L'Eco di Bergamo.

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