Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop” la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

Diteci la vostra sulla nostra Pagina Facebook.

Partiamo!

TOP - Ripartono i treni internazionali

La pandemia ancora non era tale, quando un EuroCity diretto in Austria venne bloccato dalle autorità austriache al confine del Brennero per rischio contagio.

Era il 24 febbraio, ci sembrava una cosa assurda, inaccettabile. Di lì a poco, tutto sarebbe cambiato e nessun treno avrebbe percorso non solo quel confine, ma pure i confini di mezzo mondo. Adesso, fine giugno 2020, un altro tassello di normalità torna al suo posto, finalmente. 

Le Ferrovie tedesche Deutsche Bahn e le austriache ÖBB (Österreichische Bundesbahnen) riprendono l'operatività in Italia con i DB-ÖBB EuroCity che collegano la Germania al nostro Paese attraversando il territorio austriaco. Si torna quindi a viaggiare da RiminiBologna e Verona fino a Monaco di Baviera. Ai treni svizzeri a lunga percorrenza delle FFS (Ferrovie Federali Svizzere) toccherà lunedì 29 giugno. 

Siamo felicissimi che questo possa avvenire con relativa sicurezza. Inoltre, ci par di capire che nessuno tra questi paesi abbia preso la palla al balzo per cancellare o anche solo depotenziare il traffico internazionale. Gli altri paesi europei stanno andando, seppur con ritmi diversi, tutti nella stessa direzione: riapertura dei traffici transfrontalieri. 

Non abbiamo la palla di vetro per sapere cosa sarà della pandemia in autunno, se davvero ci sarà una seconda ondata come molti temono.

Per certo, le frontiere chiuse con i contagi in calo in tutto il continente non avevano più senso di esistere. W i treni internazionali! Top al loro ritorno e speriamo di vederli anche crescere!

FLOP - Campanilismo ad alta velocità

Se la questione ridicola delle fermate del Frecciarossa pare piano piano scemare (chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato), ora pare stia iniziando una simile disputa per la nuova fermata AV tra Bologna e Milano. Reggio Emilia ha già la sua; la seconda toccherà a Parma o a Piacenza? 

Ammesso serva una seconda fermata intermedia sull'AV (dopo quella, appunto, "Mediopadana" vicino a Reggio Emilia), chi ci amministra a livello locale ha capito cosa significhi l'acronimo AV?

Nel caso fosse sfuggito, lo diciamo noi: sta per Alta Velocità. Se il treno lo fai fermare ogni 40 chilometri, oltretutto su linea dedicate all'AV e non su linea tradizionali, cosa rimane di AV? Nulla, se non la sigla.

Sappiamo come funziona la politica e sappiamo che certi politici devono per forza far valere le ragioni del proprio territorio.

Ma non ci piace l'andazzo che ha preso il "mondo Frecce" da un po' di tempo a questa parte.

Non più un treno veloce che serve le metropoli d'Italia, ma un brand di cui vantarsi e pavoneggiarsi con quelle realtà geografiche che non vengono servite. E non è così: l'AV è stata studiata per ben altro. 

Può anche darsi che un'altra fermata tra Bologna e Milano serva, la zona è densamente popolata e anche molto industrializzata e si possono realizzare fermate "alternate", ma basta al campanilismo sull'AV (e vale anche per gli amministratori dei paesi tra Roma e Napoli, che stanno iniziando una lotta simile senza esclusioni di colpi per la prossima stazione).

Sì invece al treno che corre veloce ed arriva puntuale. Delle beghe locali non se ne può più, flop!

Orario estivo Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia