Nei giorni scorsi si è riacceso in Francia il dibattito sulla ferrovia Torino - Lione.

A dare fiato alla bocca ci ha pensato stavolta il nuovo sindaco di Lione con le solite argomentazioni prive di qualsivoglia nozione tecnica già ampiamente viste e demolite anche nel nostro Paese. A mettere fine alla inutile questione è stata la secca la risposta del Governo di Parigi che ha ribadito che i lavori per la linea andranno avanti.

Prima di pubblicare il testo ricordiamo per la duecentomilionesima volta che la Torino - Lione non è una linea ad Alta Velocità, bensì una normalissima linea ferroviaria che però, a differenza di quella attuale, risponde a tutti i canoni di sicurezza e praticità necessari nel 2020.

Scrivono dal Governo Centrale di Parigi «Il nostro Stato ha già confermato il suo impegno a realizzare questa nuova linea nella legge sull’orientamento delle mobilità, pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 26 dicembre 2019».

«Il traffico stradale ha ripercussioni significative e nefaste nelle valli alpine dell’Arve e della Maurienne, particolarmente sensibili all’inquinamento dell’aria, che è la terza causa di mortalità in Francia». E il progetto diventa ancora più necessario nel dopo coronavirus. «Nel contesto della ricostruzione economica dopo la crisi sanitaria, che dovrà essere ecologica e solidale – spiega -, il presidente della Repubblica ha ricordato il suo attaccamento a rendere i trasporti meno inquinanti. E così quello ferroviario, un modo pulito di viaggiare, dovrà ritrovare il suo posto, in particolare nella dimensione del trasporto merci che attraversa le Alpi».

Set, partita e incontro. Sperando di non doverne tornare a parlare per ogni persona senza alcuna conoscenza della materia che si sveglia dopo la nottata sbagliata.

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