La vicenda già ampiamente grottesca si tinge dei toni del ridicolo.

Non c'è pace per quel benedetto lembo di terra tra Termoli e Lesina che, provare per credere con Google Maps, è nel mezzo del nulla e sostanzialmente privo di qualsiasi interesse ma viene trattato alla stregua di Las Vegas solo per mettere i bastoni tra le ruote al raddoppio dell'Adriatica.

L'ultimo tassello negativo arriva nella giornata di oggi.

"Nel progetto di raddoppio di Rfi mancano studi sull'impatto acustico-ambientale dell'opera sulla popolazione, i riferimenti agli effetti vibrazionali acustici sugli edifici esistenti. E ancora, non è stato effettuato l'approfondimento delle analisi di alternative progettuali".

Questi, infatti, alcuni dei passaggi principali delle osservazioni presentate dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo alla Commissione via del Ministero dell'Ambiente che ha bocciato per la terza volta il piano di lavori della società delle Ferrovie.

Sulla vicenda, Rfi ha chiesto il riesame del "No" della Via-Vas e l'Aast chiede alla Commissione ministeriale di esprimersi ancora una volta negativamente. La stessa sottolinea come: "lo Stato boccia un altro ente dello Stato". Si evidenzia, ancora, come: "Non sia stato effettuato uno studio sui cambiamenti climatici individuabili nell'area di progetto insieme al contributo che l'opera stessa potrebbe avere".

Noi a questo punto abbiamo finito le parole. Verrebbe quasi da chiedere di lasciare tutto così. Se qualcuno non vuole evolvere la propria condizione tanto vale lasciarlo dove sta.

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