Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop” la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana.

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Partiamo!

TOP - Distanziamento sociale sui treni

Parliamo di top, ma potrebbe essere stato anche un flop, perché le alte sfere hanno pasticciato non poco su un argomento delicatissimo come la salute nazionale.

Ovviamente ci riferiamo all'annuncio del ripristino delle distanze di sicurezza sui treni AV, dopo che per alcune ore le stesse sembravano essere state cancellate... un po' troppo prematuramente.

La iniziale decisione delle compagnie (inizialmente avallata dal Governo) ha suscitato polemiche e scatenato molte perplessità nel mondo scientifico, al punto che il ministero della Salute è intervenuto per correre ai ripari, visti anche i dati preoccupanti che mostrano una risalita della curva dei contagi.

Quindi una retromarcia sensata, che ovviamente comporta disagi e problematiche sia per i viaggiatori che per le stesse compagnie ferroviarie.

Il vero problema è però un altro: fino a che punto questa situazione, a livello economico, sarà sostenibile? Cosa succederà se i treni AV dovranno viaggiare ancora a "ranghi ridotti" per mesi, forse anni? L'intero sistema sarà sostenibile? I prezzi aumenteranno?

Sono rischi concreti che -ahinoi- dobbiamo mettere in conto. Per ora, però, questa scelta di mantenere la distanza sui treni ci pare sacrosanta.

Rimane però la preoccupazione generale su una situazione di emergenza che, stringi, stringi, è sempre rimasta tra noi. Mala tempora currunt.

FLOP - Servizio ferroviario sardo

Mettete un'isola grande, molto grande. Mettete una rete ferroviaria quasi completamente a binario unico, tortuosa e in molti casi risalente al percorso originario dell'800.

Benvenuti in Sardegna, terra di rara bellezza ma affetta da un ritardo cronico nella rete ferroviaria. E non parliamo della mancanza di elettrificazione, che forse è il problema minore: parliamo dei tempi di percorrenza infiniti che servono per percorrere la tratta Nord-Sud, delle quasi 4 ore che servono da Cagliari per arrivare a Sassari. 

Per permettere una velocizzazione del servizio degna di tale nome, bisognerebbe mettere mano a varianti e modifiche di tracciato dal valore di oltre 2 miliardi di euro; una valanga di soldi che ben difficilmente verrà stanziata per velocizzare la tratta e rendere il treno competitivo con l'auto, che percorre la tratta Cagliari - Sassari in poco più di due ore. 

Forse che non era aria i sardi l'avevano capito già negli anni '90, quando si videro arrivare le E.491/E.492: un esperimento che doveva rivoluzionare la ferrovia in Italia che poi si trasformò in una costosissima barzelletta

Intanto, gli abitanti dell'isola continuano a usare l'auto per spostarsi. E come dargli torto! Flop.

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