Si torna a parlare di ferrovie in Piemonte con un comunicato che riceviamo e pubblichiamo.

In questi giorni abbiamo appreso dai quotidiani che la problematica della mancata presenza dal quadro orario delle linee ferroviarie 106 Saluzzo-Savigliano e 122 Bra-Cavallermaggiore sono state parzialmente discusse in un incontro fra i sindaci di Bra e Cavallermaggiore e dai rappresentanti dell’assessorato ai trasporti e dell’Agenzia Mobilità Piemontese trovando una soluzione che noi definiamo di comodo per entrambe le parti ma che di fatto risolverà solo parzialmente il problema del trasporto pendolari e studenti tra le cittadine e controproducente per tutto il territorio.

La linea Cavallermaggiore-Bra, che un tempo arrivava fino ad Alessandria, è stata definita costosa e con poca utenza, utilizzata per lo più da studenti e personale addetto alla scuola, non elettrificata e in questo momento non sostenibile dalla Regione, per cui l’unica soluzione per fornire un minimo di servizio è quello di sostituire il servizio ferroviario con dei bus, questo quanto dichiarato dagli enti regionali.

Ci sovviene però qualche domanda:

Perché tale linea non è stata elettrificata proseguendo quanto fatto sulla Bra-Alba? Perché non si sono richiesti i fondi nazionali previsti per il trasporto pubblico? Non è di competenza della Regione reperire tali fondi, Nazionali o Europei, previsti per incentivare la mobilità sostenibile?

Come verranno attestati i capolinea dei bus? È stato verificato che ci siano gli spazi di manovra necessari? Siamo sicuri che si riuscirà a rispettare le regole dettate dalle nuove linee guida per viaggiare sui mezzi pubblici? Siamo sicuri che basterà un solo bus nel tardo pomeriggio e uno alla sera per trasportare i pendolari di rientro dal lavoro? Come si farà a garantire le coincidenze con i treni? Esperienza sulla Saluzzo-Savigliano indica che i bus non aspettano le coincidenze con i treni, del resto succede spesso anche tra i treni stessi, vi sono le connessioni ma le coincidenze ormai sono rare.

Da notare inoltre che la linea Cavallermaggiore-Bra era perfettamente cadenzata con i Regionali Veloci e quindi appetibile a qualsiasi tipologia di utenza, cosa che vediamo di difficile attuazione con le autolinee sostitutive, inoltre vettori diversi biglietto/abbonamento diversi.

E chi aveva un abbonamento annuale in essere su quella linea? Gli verrà rimborsato o riconvertito per il nuovo vettore? E a proposito della Saluzzo-Savigliano, che ne sarà di questa linea? Sarà gestita anch’essa solo da linee di autobus? E anche qui chi aveva un abbonamento annuale in essere su quella linea? Gli verrà rimborsato o riconvertito per il nuovo vettore? Stiamo ancora aspettando i rimborsi degli annuali Formula per i mesi di lockdown, cosa si sta aspettando?

A noi questa soluzione non piace e non ci tranquillizza, anzi ci preoccupa ulteriormente, il non ripristino della linea ferroviaria, anzi delle linee ferroviarie, è un grave danno per tutta l’utenza pendolare e turistica che ne fa, o ne farebbe, uso; auto-sostituire non migliora il TPL, anzi forza sempre più l’utenza ad utilizzare i mezzi propri andando di fatto ad incrementare il traffico e il conseguente inquinamento ambientale, senza dimenticare gli incidenti stradali purtroppo anche mortali.

Ricordiamo che in Piemonte, nel 2018 vi sono stati 10832 incidenti stradali con 251 morti e 15744 feriti. Cosa vogliamo fare? Si vuole incrementare ulteriormente questi già tragici dati?

Protestiamo contro questo tipo di politica fatta al risparmio, di scarsa trasparenza e senza prospettive, se non quelle dei tagli delle linee che si sono accaniti in particolare su quelle non elettrificate, ma anche già elettrificate vedi Pinerolo-Torre Pellice oppure per costruire piste ciclabili sul sedime ferroviario di linee solo sospese ma non dismesse dichiarando che verrebbero fatte per lo sviluppo del territorio, vedi pista sulla Alba-Nizza M., senza pensare che invece le due cose sono e devono essere complementari, e non in antagonismo, per avere un reale sviluppo turistico e quel sempre sperato e ricercato ripopolamento dei nostri territori.

Vogliamo sapere dove questi risparmi verranno reinvestiti, essendo soldi dei cittadini piemontesi i medesimi devono sapere come verranno riutilizzati.

L’attuale impressione è che non esista un reale piano di sviluppo, e non esiste un tavolo di lavoro, ma altresì che ci sia uno spostamento di fondi a favore di un vettore piuttosto che ad un altro, che gli interessi non siano quelli del territorio ma a che siano a favore di pochi e a discapito dei cittadini che più o meno inconsapevoli si vedono ridurre o addirittura azzerare un servizio di trasporto pubblico ferroviario che invece è un loro sacrosanto diritto.

Le forze politiche del territorio ci dicano quale linea vogliono seguire perché a queste condizioni il futuro del TPL piemontese viene altamente compromesso, poiché in parte lo è già, e noi, cittadini, ne trarremo le nostre conclusioni.

Per concludere, ribadiamo che l’offerta del servizio ferroviario debba riprendere al 100% come nel periodo pre-Covid in quanto è un servizio essenziale per la mobilità ed è condizione minima per la sopravvivenza dei territori ed è più che mai necessaria una integrazione tariffaria a livello regionale, un biglietto o abbonamento che permetta di prendere indifferentemente bus-treno-teleferiche o quant’altro, come già presente in altri Paesi europei o anche solo nella vicina Lombardia.

BASTA CON TAGLI E RIDUZIONI, vogliamo anche in Piemonte un servizio di trasporto ferroviario e un TPL degni di questo nome.

Co. M. I. S. - Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile

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