L’improbabile riapertura della tratta ferroviaria tra Alba ad Asti è tornata alla ribalta in estate.

Prima con le voci sempre più insistenti sulla volontà della giunta regionale Cirio di rispolverare il progetto - già ipotizzato in passato - di sostituire la ferrovia con una pista ciclabile. Poi dopo la delibera per il protocollo d’intesa tra Regione e comuni interessati approvata la vigilia di Ferragosto dal comune di Nizza Monferrato per “la realizzazione della pista per biciclette sull’ex percorso ferroviario Alba-Nizza”.

I dubbi sembrerebbero essersi stati fugati nella seduta del Consiglio regionale di ieri. Alla doppia interrogazione presentata dai consiglieri albesi Ivano Martinetti (5 Stelle) e Maurizio Marello (Pd), l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi ha spiegato che “chi ha raccontato per 5 anni che quella linea andava riaperta non ha mai detto come e con quali risorse si possa mantenere una tratta che, da uno studio pubblicato nel 2018 dall’Agenzia della mobilità, costa 3 milioni di euro all’anno in più del servizio su gomma. Una cifra che noi non abbiamo. E se pensiamo di chiedere un investimento di svariati milioni di euro a RFI per il ripristino di una linea che non ha futura copertura, significa amministrare male e penalizzare altri territori”.

Per Martinetti “l’assessore, irremovibile, ha sentenziato in aula la fine della linea ferroviaria. Ma si tratta di una questione di visione e priorità politica, e smantellare una bella e utile ferrovia locale potrebbe essere un grave errore strategico per il Piemonte”.

Anche per Marello la risposta di Gabusi non è soddisfacente, denunciando da parte della Regione “una mancanza di progettualità in chiave economica e ambientale volta a potenziare il servizio ferroviario al contrario di quando in campagna elettorale si parlava di un’altra velocità per il Piemonte e le province”.

Il dibattito si è vivacizzato quando Marello ha chiesto a Gabusi “quale sia il progetto di trasporto pubblico per un assessore regionale ai Traporti che si sta quasi atteggiando da commissario liquidatore del servizio ferroviario”. Gabusi ha risposto che “un commissario liquidatore arriva quando qualcuno prima non ha tenuto i conti in ordine”.

In Comune ad Alba, il gruppo di minoranza ha presentato un’interrogazione al sindaco Carlo Bo. “Abbiamo aperto un confronto con la Regione - dice il primo cittadino -. La preferenza della città rimane il ripristino di quello che riteniamo un importante collegamento verso lo snodo Asti. Al contempo non possiamo nasconderci che tale opzione prevede una serie di difficoltà che la giunta Chiamparino non è stata in grado di risolvere”.

L'articolo integrale sull'edizione on line de La Stampa.

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