Si è svolta oggi la riunione convocata dal ministro Provenzano con i Comitati di Coordinamento dei Contratti istituzionali di Sviluppo (CIS) per la realizzazione delle Direttrici ferroviarie "Napoli-Bari-Lecce-Taranto", "Salerno-Reggio Calabria" e "Messina-Catania-Palermo".

Presenti anche i ministeri dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente, dei Beni della Attività Culturali, di Rete Ferroviaria Italiana e delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Il ministro ha voluto fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento dei CIS a valle dei Comitati di attuazione e sorveglianza che si sono riuniti lo scorso 28 luglio e del lavoro successivo che è stato prodotto, sulla base dei controlli e delle verifiche che l’Agenzia per la Coesione Territoriale nella sua qualità di Responsabile unico del contratto ha svolto nel corso di questi mesi, in particolare sull'andamento dei lavori del 2019.

“Ho voluto questo incontro, ha introdotto il ministro Provenzano, per analizzare le criticità che sono emerse, in alcuni casi molto gravi, per tracciare con il soggetto attuatore RFI e con le amministrazioni competenti un serio e credibile percorso di recupero dei ritardi accumulati. Abbiamo di fronte l'opportunità di una stagione senza precedenti di investimenti che devono guardare anche e soprattutto a una nuova infrastrutturazione del nostro territorio, per potenziare e migliorare il diritto alla mobilità che nel Mezzogiorno spesso è limitato, addirittura talvolta negato. Per questo, dobbiamo mostrarci credibili nella realizzazione di quanto già previsto e che i cittadini, specialmente al Sud, attendono da troppo tempo”.

In ragione della strategicità che queste opere ferroviarie rivestono per le politiche di coesione, scopo della riunione è un’ulteriore accelerazione nella fase realizzativa rispetto al 2019, da raggiungere anche grazie a una sinergica azione di impulso da parte del Ministero delle Infrastrutture, presente all'incontro con il sottosegretario Salvatore Margiotta.

Dall’incontro è emersa una situazione insoddisfacente di diversi interventi sulle tre direttrici ferroviarie, anche di quelli commissariati, per i quali, secondo la relazione dell'ACT, le accelerazioni attese non sono ancora pienamente riscontrabili. La riunione ha consentito di mettere in rilievo alcune criticità importanti, quali la stima della presenza di economie di circa 20 milioni di euro non dichiarate dal soggetto attuatore.

I progressi nel 2019 riguardano quasi esclusivamente la Napoli-Bari, mentre gravemente deficitario è lo stato di avanzamento sulla direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo. Per quest’ultimo CIS, infatti, la relazione ha evidenziato una capacità di spesa molto contenuta nel 2019, con una valutazione finale di limitata affidabilità della data di fine lavori dichiarata. Secondo il soggetto attuatore, tali criticità sono connesse perlopiù a eventi di forza maggiore e ritardi nelle procedure autorizzative da parte di varie amministrazioni.

Sulla direttrice Messina-Catania-Palermo, in considerazione di tali criticità, il ministro ha concluso l’incontro dichiarandosi “gravemente insoddisfatto” e chiedendo a RFI un quadro puntuale delle difficoltà incontrate sia di natura autorizzativa che attuativa, una maggiore trasparenza e celerità nella trasmissione delle informazioni sul monitoraggio, e all'Agenzia per la coesione di condurre i controlli anche attraverso sopralluoghi sull'esecuzione dei lavori, aggiornando il Comitato nei prossimi trenta giorni.

Sulle direttrici Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria il Comitato si è concluso con l’indicazione al soggetto attuatore di recepire le raccomandazioni espresse dalla relazione del RUC.

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