“Rispetto a prima della pandemia sulle linee di Trenord viaggiano giornalmente tra i 400 e i 450 mila passeggeri, circa la metà delle persone prima della pandemia”.

Lo ha dichiarato l’Ad dell’azienda ferroviaria lombarda, Marco Piuri. Solo un pendolare su due è tornato a viaggiare in treno. L’emergenza sanitaria ha cambiato l’abitudine dei tanti lavoratori che ogni giorno da fuori provincia devono raggiungere il posto di lavoro: meno treno, più auto, come dimostrano i dati: “Sulle linee di Trenord viaggiano giornalmente tra i 400 e i 450 mila passeggeri, circa la metà delle persone prima della pandemia”, come ha precisato lo stesso Piuri, intervenuto ieri mattina in stazione Centrale per l’inaugurazione della biglietteria che potenzierà il servizio di vendita e assistenza a disposizione del pubblico.

A convincere i viaggiatori a trovare mezzi alternativi per raggiungere il posto di lavoro è l’esperienza passata di vagoni super affollati nei mesi precedenti alla pandemia. Ora, dunque, Trenord punta a nuove soluzioni: ai passeggeri che lamentano il mancato ripristino di alcune corse presenti in precedenza Piuri risponde facendo notare che “per fronteggiare il sovraffollamento e le esigenze del momento attuale stiamo facendo un numero di corse inferiori, ma sono state messe a disposizione del pubblico treni più lunghi e con un maggior numero di posti a bordo nelle linee storicamente più affollate”.  Trenord promette anche larrivo di altri 15 nuovi treni.

Secondo l’assessore alle Infrastrutture e trasporti di Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, intervenuta anche lei ieri durante l’evento di inaugurazione, “il sistema ferroviario regionale, seppur con qualche difficoltà di adattamento che viene risolta di giorno in giorno anche grazie alle segnalazioni che ci vengono inviate, ha tenuto. E abbiamo ancora la disponibilità di alcune centinaia di migliaia di posti”. Poi conclude: “È un servizio che va verificato quotidianamente e la ripresa dell’attività scolastica e delle università ci dirà molto sulla sua reale tenuta”.

Al di là delle affermazioni dell’assessore e dell’Ad di Trenord, vanno però tenute in considerazione anche le lamentele di chi denuncia disservizi quotidiani. Solo qualche giorno fa il sindacato OR.S.A., in una lettera in cui ha chiesto l’intervento di Governo e Regione Lombardia, era tornato a denunciare la situazione a bordo di alcuni convogli: “Molti bagni sono rotti e Trenord non intende dotare i treni di dispenser con disinfettante, in quanto li ritiene pericolosi per l’utenza e di costosa installazione. Per questo sia l’utenza che i lavoratori che operano a bordo non hanno la possibilità di lavarsi le mani”.

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