Arrivano importanti novità in merito all'incidente di Carnate di qualche settimana fa.

Secondo quanto anticipato da Il Giorno, si sono tenuti nella Procura di Monza gli interrogatori dei due indagati di disastro ferroviario colposo per il regionale "fantasma" di Trenord ripartito da solo il 19 agosto scorso dalla stazione di Paderno-Robbiate.

Davanti al procuratore monzese Claudio Gittardi e al pm Michele Trianni titolare del fascicolo, il macchinista si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il Capotreno ha fornito la sua versione.

"Era nelle mie facoltà allontanarmi dal treno in seguito all’azionamento del freno, che non spettava a me ma al macchinista – ha sostenuto –. Non ho notato alcuna manovra anomala del macchinista".

I magistrati hanno iscritto sul registro degli indagati il macchinista perché non avrebbe azionato il freno prima di allontanarsi per la mezz’ora di previsto stazionamento del treno. Almeno così risulta dall’esame eseguito dalla Polfer di Milano sulla registratore di eventi ferroviari del treno, dove la manovra non risulterebbe.

Sarà tuttavia la perizia tecnica disposta dalla Procura a chiarire se è possibile che il freno sia stato azionato senza funzionare. I consulenti tecnici hanno chiesto sessanta giorni per svolgere la perizia. Il capotreno è stato invece indagato perché avrebbe dovuto sorvegliare il treno nei 30 minuti di fermo. Su questo, però, i pm puntano ad altre verifiche.

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