Riportiamo uno stralcio dell’interessante intervista rilasciata oggi a Il Sole 24 Ore, da Gianluigi Castelli, presidente da luglio del Gruppo FS Italiane e dai primi di settembre presidente dell’associazione mondiale delle ferrovie UIC.

A margine del grande evento Innotrans di Berlino, in cui i maggiori produttori di treni hanno presentato le loro novità, quasi tutte all’insegna dell’innovazione tecnologica finalizzata alla riduzione dell’inquinamento ambientale e dei consumi, Castelli sembra porre l’attenzione su una questione diversa.

In particolare l’interesse del presidente del Gruppo FS si rivolge allo stato delle reti ferroviarie su cui i nuovi convogli sempre più tecnologici, veloci e alimentati da fonti energetiche alternative a quelle esistenti dovranno viaggiare.

Così, interpellato sul treno del futuro che potrebbe arrivare alla velocità di 1.000 chilometri l’ora, risponde Castelli: “È sicuramente una nuova frontiera e anche come UIC lo stiamo studiando, ma dobbiamo porci anche altre domande: quale potrà essere lo sviluppo di nuovi treni sulle reti esistenti? E come sarà possibile garantire la stessa sicurezza al crescere della velocità? Come potremo sfruttare al meglio le strutture esistenti? Dobbiamo riuscire a “impacchettare” il maggior numero di treni, cioè farne viaggiare di più a velocità maggiore, sfruttando la capacità delle reti esistenti e mantenendo un altissimo livello di sicurezza, che resta la prima priorità”.

L’intervista integrale sull’edizione on line de Il Sole 24 Ore.

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