Un grave incidente ha sconvolto un borgo vicino Rieti ieri pomeriggio.

Una cisterna contenente liquido infiammabile si è dapprima incendiata e quindi è esplosa mentre era all'interno di un distributore di carburanti e stava scaricando la benzina.

Il bilancio finale parla di 2 morti e 18 feriti, un tributo enorme che poteva essere anche più grande se l'incidente fosse accaduto nel centro di una zona abitata.

Come facilmente intuibile, al di là del dispiacere umano per l'accaduto e per coloro che sono stati coinvolti, questo triste evento dimostra ancora una volta quanto abbiamo sempre sostenuto.

Nessun mezzo di trasporto è sicuro al 100% quando movimenta sostanze pericolose. Non lo sono i treni e non lo sono nemmeno i camion. Purtroppo, piaccia o non piaccia, c'è sempre una componente umana da considerare oltre a una di destino che se senza ombra di dubbio si può correttamente "indirizzare" altrettanto senza dubbio non si può del tutto eludere.

Sarebbe facile, ora, fare leva sull'emotività del momento e puntare il dito contro il trasporto su gomma, facendo notare quanti camion simili a quello esploso stiano girando in questo momento sulle nostre strade arrivando nel cuore delle nostre città o che dall'inizio dell'anno dieci persone sono morte per incidenti simili, ma sarebbe inutile prima ancora che retorico.

Purtroppo l'unico insegnamento che possiamo trarre da eventi come questo è che è giusto pretendere il massimo della sicurezza e della efficienza di uomini e mezzi quando si effettuano questi trasporti, siano essi per ferrovia o per strada, ma è anche necessario scendere a patti col destino e accettare che una componente di rischio ci sarà sempre e non potrà mai essere eliminata.

Il punto è quello che abbiamo detto ogni volta, anche quando incidenti simili hanno riguardato la ferrovia, non si può avere il parto senza le doglie.

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